Redazione| 18/06/2017

L’arcipelago delle Canarie comprende sette isole dalle dimensioni ridotte; questo piccolo spazio è un ecosistema fragile, sia perché molto complesso (si pensi alle caratteristiche di piovosità, clima, etc.) sia perché sottoposto a una pressione turistica notevole, l’anno scorso sono arrivati circa 16 milioni di turisti.

ben9Tra le tante associazioni che si occupano di difendere questo equilibrio naturale, vi è l’associazione Ben Magec, presente ormai da 25 anni sul territorio. L’associazione, analizzando i lavori di ri-asfaltatura della strada di accesso al Parco Naturale di Tamadaba, ha intravvisto il rischio di un aumento irresponsabile della pressioni dei visitatori su uno spazio naturale protetto assai limitato come estensione.

Per chi vive a Gran Canaria e vede cosa sta accadendo attorno alla zona del Roque Nublo, sa bene che gli ecologisti hanno posto un questione vera e seria, estremamente importante per l’ambiente circostante, perché spesso i turisti, arrivando a centinaia, parcheggiano i mezzi in qualunque zona possa permette una sosta più o meno lunga.

ben2.jpgNelle scorse giornate alcuni attivisti del gruppo ecologista si sono avvicinati al cantiere per l’asfaltatura della strada che porta sino a Llanos de la Mimbre, in una delle zone più belle del Parque Naturale de Tamadaba; i volontari hanno notato alcuni aspetti molto preoccupanti:

 

  1. Sembra che i lavori non presentino da nessuna parte il cartello obbligatorio con le informazioni necessarie in questi casi; gli attivisti hanno più volte fatto tutto il percorso, ma non hanno visto questo elemento importante; questa mancanza fa sorgere una domanda: ci sono tutte le autorizzazioni necessarie?
  2. Per costruire un percorso alternativo per i pedoni, dove non si potrà andare più di 20km/h, si sono costruite grandi buche ricoperte con cemento e si sarebbero tagliati più di 20 pini canari, alcuni molto antichi, persino centenari. Gli attivisti hanno fatto diverse foto per provare quanto affermato e che io vi riporto. L’Ufficio per l’Ambiente di Gran Canaria sosteneva che si sarebbero tagliati al massimo tre pini. Anche i danni alle altre specie dell’ecosistema sarebbe notevoli ( muschi, licheni, …)
  3. Anche vicino alla zona per il campeggio di Los Llanos de La Mimbre, nella medesima zona dove Política Territorial  vorrebbe installare un belvedere artificiale, sono stati tagliati un gran numero di pini canari, alcuni di grandi dimensioni e i cui tronchi sono ancora ben visibili sul luogo.

Ben-Magec punta il dito anche sulle tecniche e sui materiali usati, adatti a strade normali, quando, fanno notare gli ambientalisti, la zona constata di diversi livelli di protezione: parco naturale, ZEPA (Zona de especial protección para las aves ), ZEC (Zonas Especiales de Conservación, da non confondersi con la Zona Especial Canaria ), ci si trova all’interno della Reserva de la Biosfera di Gran Canaria, un sito proposto all’UNESCO come Patrimonio mondiale!

ben8.jpgL’associazione però non si ferma alle critiche, arriva a consigliare di utilizzare aziende come quella che realizzò la strada che va da  Morro Santiago al Canalizo, vicino alla  presa de Chira; secondo gli ambientalisti l’azienda in questione ha dimostrato di svolgere lavori più rispettosi dell’ambiente circostante e che dissuadono dall’uso di veicoli privati lungo certe strade all’interno delle aree protette

I volontari dell’associazione Ben-Magec chiedono a tutti di riflettere sui seguenti aspetti:

  • Quale è l’obiettivo di questi lavori che mirano ad ampliare la carreggiata, stendere altro cemento e altro asfalto?
  • Perché tagliare decine di alberi sani ed buoni esemplari di pino canario?
  • È accettabile che si intervenga così pesantemente in uno spazio protetto solo per migliorare l’accesso e la sicurezza dell’accesso alla zona per il campeggio?
  •  È casuale che esista un progetto di costruzione di un belvedere in un fragile ecosistema come quello del parco naturale di Tamadaba?

Infine, gli ecologisti concludono con alcune domande rivolte alle istituzioni:

 

  • Il progetto può giustificare l’abbattimento di alberi sani?
  • È stato richiesto un parere tecnico sull’impatto ambientale, presente e futuro, del progetto?
  • Quale istituzione ha autorizzato l’abbattimento degli alberi?
  • Esiste un progetto di realizzazione del belvedere? Sono stati fatti uno studio tecnico e uno studio di impatto ambientale che analizzino gli effetti di un simile progetto?
  • È accettabile usare certi materiali e tecniche di costruzione, usati normalmente per costruire autostrade, in un parco naturale?
  • L’esperienza di massificazione, avvenuta attorno al Roque Nublo, non ha insegnato nulla?

ben1Il parco naturale di Tamadaba rappresenta il polmone di Gran Canaria, c’è effettivamente da chiedersi quale significato abbia abbattere pini in una pineta così emblematica e in uno spazio protetto.

Per tutte queste ragioni e per questi dubbi, l’associazione Ben Magec ritiene che i lavori iniziati sono sproporzionati e dannosi per il parco naturale di Tamadaba e che ogni futuro intervento dovrà tenere maggiormente in considerazione gli effetti sull’ambientale della massificazione turistica di un luogo, con il libero accesso per ogni veicolo e l’aumento della velocità degli stessi.

Gli ecologisti fanno notare che il significato di “spazio naturale protetto” è quello di luogo libero da contaminazione dell’azione dell’uomo, al quale è concesso solo riposare, rilassarsi, camminare o fare sport in uno spazio che deve rimanere un posto per l’incontro tra fauna, flora e esseri umani che sono consapevoli che per salvaguardare questa possibilità devono evitare di occupare questi spazi con gli stili di vita moderni.

Già esiste un belvedere, fanno riflettere gli ambientalisti, ed è quello creato dalle rocce e dai pini, non è necessario costruirne un altro, magari tagliando alberi e cementificando una parte di bosco! Le persone che giungono a Tamadaba, lo fanno per ammirare la natura e sarebbe un errore, anche da un punto di vista turistico, distruggere una parte di bosco, per far arrivare più comodamente le persone!

La redazione del Quotidiano delle Canarie si schiera con l’associazione Ben Magec, sperando che i lavori possano essere fermati, per ripensare tutto l’intervento e gli effetti del medesimo su uno spazio naturale protetto.