Antonio| 04/04/2017

1455657861_258168_1455708279_sumario_normalIl debito pubblico spagnolo a fine 2016 arrivo a toccare in valore assoluto 1.106.952 milioni di euro, il 99,4% del PIB, risultato conforme agli obiettivi posti dal Gobierno, secondo quanto ha reso pubblico il Banco de España. I timidi miglioramenti consistono nel fatto che si è scesi sotto quota 100%, arrivando nel primo trimestre a 0,4 punti in percentuale rispetto allo 99,8% dell’ultimo trimestre 2015. La maggior parte del debito è ascrivibile all’Amministrazione Centrale che aumento nel 2016 un 3,1% le proprie spese, sino a raggiungere i 796.622 milioni (71,5% del PIL); le aziende locali statali furono le uniche che diminuirono il proprio indebitamento, un 8,6& in meno, assestandosi sui 32.094 milioni (2,9% del prodotto interno lordo).

Anche le comunità autonome (le regioni in Spagna hanno notevole autonomia) produssero un ulteriore indebitamento dello stato, un +5,1%, con 276.899 milioni (il 24,9% del PIL); leggera crescita anche le spese assistenziali della Seguridad Social che terminò l’anno con una spesa complessiva di 1.337 milioni (0,1% del PIL) contro un saldo positivo ottenuto nel 2015 di 14.727 milioni. Inoltre le imprese pubbliche hanno registrato alla chiusura del bilancio 2016 un debito di 39.831 milioni, 3.491 milioni più che l’anno passato e rappresentano il 3,6% del PIL spagnolo (si traduce come PIB).

La soluzione ideale sarebbe quella di utilizzare l’andamento positivo dell’economia per ridurre il debito pubblico in termini assoluti, ma sembra che per ora questa non sarà la scelta del governo e delle altre istituzioni locali che sembrano intenzionate, come per esempio alle Canarie d’assumere tutta una serie di funzionari pubblici. Speriamo sia la scelta giusta, personalmente credo che uno stato leggero che riduca le spese sia sempre migliore di uno stato che oggi crea lievi miglioramenti scaricandone gli oneri sulle collettività e quindi sulla pressione fiscale che inevitabilmente dovrà salire, prima o poi.
Fonte La Provincia