Si aspettava solo lo scoccare della mezzanotte del 30 novembre, nelle ultime ore della giornata di ieri si è assistito a un assalto dei benzinai più convenienti per un ultimo pieno, perché da oggi l’aumento di 0.13 euro ogni litro di benzina è caduto sulle tasche dei contribuenti.

Tutta colpa del decreto legge n. 179 del 23 novembre 2022 con il quale il governo Meloni decideva la riduzione degli sconti sul carburante decisa dal precedente governo Draghi.

Se i cittadini si troveranno una benzina cara, più cara, neanche i benzinai festeggiano, nulla guadagnano e attraverso i loro rappresentanti fanno sapere che la decisione del Governo Meloni finirà per produrre un aumento dei costi per gli autotrasportatori e quindi un aumento del costo della merce per i cittadini. Il governo risponde che gli autotrasportatori possono contare su sgravi rivolti alla loro categoria. Eviteranno dunque di aumentare i costi di trasporto?

Certo che i cittadino sotto Natale trovano un bel regalo sotto l’albero, l’aumento dei carburanti colpisce i pendolari, chiunque si sposta per lavoro, soprattutto se redditi bassi. Con una mano il governo Meloni dà (? ) con l’altra prende.

Certo evasori (con cartelle esattoriali e che cercano di evitare il tracciamento degli scambi) e partite Iva festeggiano, ma il cittadino normale che paga le tasse, magari con un lavoro dipendente, ha di che festeggiare per questa finanziaria?

Forse è il caso di incominciare a risparmiare.