Durante le elezioni sembrava che sotto le picconate della destra italiana ci fosse solo il reddito di cittadinanza, tiro corretto prima da Silvio Berlusconi e poi successivamente modificato dopo le elezioni dallo stesso presidente del Consiglio, ma ora saltano fuori indiscrezioni che parlano di ridurre non solo il reddito di cittadinanza ma anche la Naspi, l’assegno di disoccupazione che i lavoratori maturano attualmente nella misura del 50% delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni.

Non contento di ciò, riporta il sito investireoggi.it favorevole alla misura ipotizzata, sembra che il governo Meloni voglia ridurre il periodo dal 50% al 40% o addirittura 30%, inoltre si riporta che sembra vogliano ridurre anche l’importo mensile da versare a chi rimane disoccupato.

La destra del patriottismo, del “prima gli italiani”, delle promesse si dimostra sempre più un panzer (carrarmato) che schiaccia diritti soprattutto delle fasce più deboli della popolazione o di chi si trova in difficoltà,insomma di coloro che hanno perso o non hanno un lavoro.

Il dottor. Giuseppe Tampone sostiene nel suo articolo che queste misure dovrebbero cambiare la mentalità assistenzialista degli italiani e stimolare i cittadini a trovare un lavoro, non capisco esattamente come si spera che un lavoro lo trovi chi è stato licenziato per riduzione del lavoro e dell’economia; mi chiedo come possa espandersi un’economia in cui riduciamo il potere di acquisto delle persone costringendole alla povertà.

Non rimane che risparmiare, riducendo i consumi come avrebbero fatto i nostri nonni.

Sarebbe bello spulciare il modo in cui poi il governo spenderà questi soldi: riducendo le tasse alle fasce con maggiore reddito?

In Spagna ha fatto molto scalpore il video della Meloni a Marbella, signori, vedo che i sentimenti di paura e inquietudine non erano completamente sbagliati.

Questo governo smantella le misure di aiuto a chi ha perso un lavoro nel momento di maggiore crisi economica, arrivando a tagliare diritti consolidati in anni come le misure contro la disoccupazione. L’Italia sembra diventare mese dopo mese un paese sempre meno vivibile. Altrochè chiacchiere.