Redazione| 05/05/2021

Sul maggiore giornale di Gran Canaria e dell’arcipelago canario, La Provincia , è apparso un report veramente preoccupante che riguardava l’occupazione o per meglio dire il tasso di disoccupazione e di persone che attualmente ricevono un sostegno al reddito.

Il classico aiuto che già in passato si riceveva è la nostra disoccupazione, nome corretto “NASPI” (“paro” in spagnolo, che significa anche il fenomeno della disoccupazione), a questo si è aggiunta la possibilità per le aziende di mettere in “pausa” i propri lavoratori, senza preavviso: l’ERTE (cos’è l’erte? l’acronimo significa: Expediente de Regulacion Temporal de Empleo, pratica di regolazione temporanea del lavoro) ciò ha provocato una riduzione repentina del numero di occupati.

Sommando “el paro” ossia i disoccupati e gli “ERTE” ossia i lavoratori che hanno visto la sospensione temporanea del loro contratto di lavoro, le Canarie risultano essere la regione a livello europeo con il maggior numero di persone che attualmente non lavorano, ma che lavorerebbero (popolazione attiva non occupata).

Quali i numeri? tragici: quasi un 30% (29,8%) , 3 canari su 10 si trovano in questa situazione, ma il peggio viene analizzando la percentuale di disoccupazione giovanile, siamo a più di 5 giovani su 10 tra i 15 e i 24 anni (il 51,6%).

Alla fine del 2020 la disoccupazione era del 22,6%, a cui dobbiamo sommare i colpiti dall’ERTE, un ulteriore 7%. In questo momento i disoccupati sarebbero 248.500, mentre le persone in ERTE sarebbero 79.206, il totale di persone (e nuclei familiari in crisi) ammontano quindi (solo quelli calcolati) 327.706.

Se le Canarie sono al primo posto di questa triste classifica, L’Isola di Mayotte è al secondo, e le enclave di Ceuta e Melilla, in territorio marocchino ma battente bandiera spagnola, sarebbero al terzo posto.

Perché è successo questo? Inutile nascondercelo, l’economia canaria dipende dal turismo internazionale e nazionale, si parla di un 70%, valori altissimi, ma forse calcolando tutto l’indotto sino all’ultimo passaggio (il turismo che gira l’isola addentrandosi nei “pueblos” si potrebbe arrivare forse anche a superare un 80% di dipendenza dal turismo.

Ma com’era la situazione prima dell’arrivo della pandemia? Nonostante le Canarie macinassero anno dopo anno record di arrivi di turisti da ogni paese, la disoccupazione si manteneva attorno al 20%.

Sicuramente la vita alle Canarie è meno costosa rispetto ad altri luoghi: costo della benzina basso e assenza della necessità di riscaldamento (le temperature sono sopra i 20 gradi di massima) aiutano il portafoglio, ma non molte buone notizie ci sono da aspettarsi dal carrello della spesa che se pure può alleggerirsi con un po’ di attenzioni, si mantiene in linea con i prezzi europei.

Il Gobierno de Canarias guidato da Angel Viktor Torres e il Cabildo de Gran Canaria e di Tenerife stanno impegnando risorse europee e statali per sostenere lavoratori e il settore terziario, inoltre stanno contemporaneamente cercando di ampliare la forza del settore primario (agricoltura e allevamento) e del settore secondario.

Cos’è il “gobierno de Canarias” ? Per capirlo dovete pensare alla Spagna, una monarchia che si definisce “stato unitario” ma che contemporaneamente ha riconosciuto forte autonomie a ciascuna regione (comunidad-es, in tutto sono 17); le Canarie sono una di queste comunidades ed è comporta da 2 “provincias”, potremmo tradurlo con il concetto di province, a capo di ogni livello istituzionale (“comunidad” e “provincia”) vi è un organo esecutivo rispettivamente “gobierno” e “cabildo”.

Mi auguro di essere stato chiaro.

Se il vostro sogno è trasferirvi per cercare lavoro, sinceramente, la vedo dura, ma non posso entrare nel caso specifico del singolo curriculum vitae, sicuramente le Canarie rimangono un paradiso per turisti, pensionati in fuga da una Italia dove la qualità della vita peggiora per vari aspetti e infine per i nomadi digitali: chi sono i nomadi digitali? Leggete questo mio articolo.