Tutti avrete sentito parlare delle Canarie, un arcipelago che attrae ogni anno e ogni giorno sempre tante persone, uomini e donne, di ogni età. Forse alcuni di voi avranno sognato di fare altrettanto, sappiate che qui alle Canarie vi è un mix che può farvi innamorare perdutamene, tanto da sentirvi “a casa” più alle Canarie che in Italia; io l’ho provato sulla mia pelle, la ragione di questo blog risiede proprio in questo profondo amore che provo per queste isole: la natura, i paesaggi mozzafiato, i fondali marini, ma perché no … anche un clima meraviglioso, un’eterna primavera inoltrata, interrotta da qualche sporadico acquazzone. Ma l’ingrediente segreto di questa terra è un cuore che pulsa, è il suo popolo, un popolo gentile, cordiale, rispettoso, con una classe politica di spessore e mossa da valori profondi quali il rispetto, l’uguaglianza, l’aiuto al debole, la generosità.

Canarie chiamano turismo, chiamano tante persone a trasferirsi, dai pensionati alle famiglie, dai giovani alla comunità lgbtq italiana che trova in questa terra meravigliosa quella opportunità di pace che non ha trovato nel “proprio” Paese.

Ultimamente si sta trasferendo anche un nuovo gruppo di persone che trovano in questa terra una connessione internet di primordine, costi della vita bassi (citiamo: la benzina o l’assenza di riscaldamento) parlo dei “nomadi digitali”, dei lavoratori che oltre a servirsi del laptop non sono legati a un ufficio o a un edificio per svolgere il loro lavoro, insomma il “posto fisso” di cui si sono liberati è quella “prigione” che costringe molti a mettersi in coda in tangenziale.

Chi sono i nomadi digitali?

Sono persone che lavorano grazie alle nuove tecnologie, soprattutto nel mondo digitale (internet, ma non solo) e che necessitano per lavorare di un dispositivo (potente) e di una buona connessione internet, anche wifi, ma niente di più, tanto da poter lavorare anche a distanza, “da remoto” (altrimenti detto “indipendenza dalla posizione”). I nomadi digitali esistono ormai da 20 anni, ma è a causa del covid che si è implementata questa possibilità a vari livelli e per vari profili.

Inutile nasconderci che il clima, la natura, le offerte culturali, ma anche una certa società poco conflittuale, sono di forte richiamo per i nomadi digitali.

Quali le app maggiormente usate tra i nomadi digitali?

Programmi come Paypal o Transferwise per i pagamenti; Skype, Zoom, Meet, GoToMeeting per le conferenze e le riunioni; poi a seconda dei lavori eventuali software per gestione di siti, programmazione, grafica e impaginazione, …

Quali lavori permettono di diventare nomadi digitali?

Tanti sono i lavori che ci permettono di diventare “nomadi digitali”:

  • web designer
  • programmatore
  • copywriter
  • grafico
  • insegnante (di lingue)
  • coach
  • insegnante di yoga
  • social media strategist
  • blogger
  • assistente virtuale
  • traduttore
  • consulente (fiscale, economico, legale, etc. …)
  • intermediazione
  • creazione di corsi on line
  • creazione di e-book
  • pubblicitario
  • marketing

Risorse in internet per approfondire:

http://www.nomadidigitali.it

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