Il pasticcio è notevole, riguarda la comunicazione che il governo non fa verso i cittadini e la stampa ha provocato il cortocircuito, una carta stampata che spesso ha la funzione di megafono, spesso distorcendo i concetti, enfatizzandoli quindi ingigantendo anche questioni banali.

Tutto parte da una questione: il governo italiano ha liberamente deciso (anche legittimamente e prudentemente) che le vacanze pasquali non dovessero diventare un “liberi tutti” per cui ha imposto una zona rossa a tutta Italia tra il 3-4-5 aprile e un blocco tra regioni (ricordatevi questo concetto).

A livello di accordi internazionali all’interno della UE il governo italiano ha stabilito, insieme agli altri paesi, che i cittadini UE potessero viaggiare se provvisti di test PCR (naso-faringeo molecolare) negativo e rispettando le norme imposte a livello nazionale.

Questo ha dichiarato la scorsa settimana il Presidente del Gobierno de España Pedro Sanchez:

“Lo importante es realizar los controles para evitar los contagios importados y eso es lo que estamos haciendo”

Scandalo? No.

Tanti lombardi, piemontesi, emiliani, ma anche tedeschi, francesi, olandesi, hanno approfittato dell’occasione e hanno fissato un viaggio verso le mete più ambite dei due arcipelaghi spagnoli: Baleari e Canarie. Il turismo italico è rimasto a bocca asciutta? Non certo per colpa dei politici italiani, in Italia vigono le stesse misure che vigono negli altri paesi UE.

Dopo la protesta delle associazioni di categoria degli albergatori c’è stata confusione: Salvini e Bonaccini in primis hanno criticato la questione, il secondo sembra definendo “assurda” la possibilità di viaggiare all’estero; verrebbe da chiedere se come personalità di spicco del PD si ricorda d’essere al governo e se è a conoscenza che gli spostamenti tra regioni vengono associati a una crescita fuori controllo in tutto il territorio nazionale.

Leggere i vari quotidiani nazionali è uno spasso: a pochi giorni dalla Pasqua si sono resi conto che i milanesi stanno affollando gli aeroporti per la SPagna, ecco cosa dice per esempio il Corriere .

A questo cortocircuito ha risposto il ministro Roberto Speranza che ha firmato un’ordinanza valida sino al 6 di aprile che impone quarantena di 5 giorni e tampone ai cittadini italiani che sono andati all’estero. Buttata lì così, senza confronto con i partner della UE, a me sembra una reazione istintiva al cortocircuito massmediatico più che una volontà di salvaguardare la salute. La domanda è: se la situazione vi andava bene sinora, perché mettere un controllo dopo le critiche (ingiuste) apparse sulla stampa? La reazione è un autogoal perché sembra ammettere di aver commesso un errore. Gentile Ministro perché non agire con autorevolezza e spiegare accordi internazionali e difendere le vostre scelte? C’è un errore nelle decisioni sinora prese? No. Ecco perché, guardiamo per esempio alla Spagna. Cosa hanno fatto in Spagna?

Partiamo da un particolare, l’Unione Europea ha invitato i Paesi membri a tenere aperte le frontiere, ma non ha dato disposizione in merito ai cittadini e alle persone residenti in ciascun Paese, ha solo esortato a una coerenza tra misure. Questa coerenza in cosa si manifesta? Nella libertà dei cittadini a viaggiare in altri Stati europei.

Non capisco di cosa vi scandalizziate tanto in Italia, partendo dal fatto che è dimostrato che gli spostamenti tra regioni favoriscono la diffusione del virus, tra le misure italiane e le misure spagnole non vi è nulla di diverso. Infatti

Possono gli Italiani viaggiare tra regioni? NO.

Possono gli Spagnoli viaggiare tra “comunidades”? NO.

In spagnolo si chiama “cierre perimetral

Fonte: El Pais

Possono gli Italiani viaggiare all’estero? Sì

Possono gli Spagnoli viaggiare all’estero? Sì.

Ma allora, cari albergatori italiani e cara stampa: in cosa consiste lo scandalo? Se gli albergatori italiani non si sono posti nell’ottica di ricevere una clientela straniera, non possono mettersi a sindacare sui blocchi a livello regionale, misura condivisa da un pezzo e valida da un punto di vista sanitario nell’evitare una diffusione incontrollata a livello del territorio nazionale.

Veniamo ora alle altre due riflessioni: non siete in ritardo per venirci a trovare alle Canarie, basta un tampone (test pcr) negativo e da giugno sembra entri in vigore il passaporto sanitario.

Cosa però è importante ricordare? Le restrizioni vi sono anche qui, ecco quali sono le misure:

  • toque de queda (è il nostro coprifuoco) ogni località può avere il proprio, anche all’interno della stessa “comunidad” , alle Canarie per esempio le isole di Gran Canaria, Tenerife e Fuerteventura hanno il coprifuoco alle 22, mentre Lanzarote 23; La Palma, La Gomera, EL Hierro alle 24.
  • cierre perimetral chiusura tra Comunidad
  • mascherina obbligatoria nei luoghi all’aperto indipendentemente dalle distanze

Questo punto è la novità da tenere anche all’aperto e teoricamente anche in spiaggia sarete obbligati a tenere la mascherina. Per quanto io dubiti che nelle spiagge prettamente turistiche ci sarà mai questa imposizione, nel dubbio mettetevi la vostra mascherina o informatevi dalla policia local , policia nacional o guardia civil.

Sul BOE.es ossia sulla “Gazzetta Ufficiale” spagnola è stata pubblicata infatti la legge secondo cui anche mantenendo una distanza superiore a 1,5 m. e pur essendo all’aperto si dovrà tenere comunque la mascherina. Chi sarà escluso? Le persone che per patologie non possono portare la mascherina o chi pratica sport all’aria aperta.