Redazione| 29/12/2020

Riprendo con il blog, occupandomi di un tema molto sentito, non lo farò da un punto di vista medico, non sono un medico, ma non per questo accetto chi dice “tacete e ubbidite”, perché sono un liberale, credo nell’individuo e nella sua libertà; non mi sono mai piaciute le ideologie che riconoscono nel “bene generale” (quasi sempre è finito per identificarsi con l’interesse taciuto di una elite) o in un fine superiore meraviglioso la giustificazione per soffocare le libertà individuali.

Devo ammettere che trovo triste lo spettacolo a cui si assiste in molte trasmissioni televisive quando virologi, professori, medici, si attaccano e si accusano a vicenda anche con parole che feriscono l’altrui credibilità; a me mancano toni pacati, ragionamenti razionali, argomentazioni, obiezioni che possano metterci nella condizione di conoscere e prendere decisioni in modo responsabile. Perché? Perché non accetto che le decisioni sulla salute spettino a politici a suon di maggioranza (raffazzonata), che il dissenso e l’obiezione di alcuni venga fatta tacere con la forza di una legge o la moderna forma di squadrismo: la furia via social.

Veniamo ad una riflessione, quando assumiamo una cura o un vaccino, lo facciamo perché crediamo che sia efficace e serva a renderci immuni: pensiamo all’antitetanica. Assumiamo anche vaccini anti-influenzali, anti-polmonite (biannuali) perché così si possano avere sintomi meno gravi. Nota a margine: credo nell’importanza dei vaccini, dei vaccini testati.

Veniamo però al vaccino (vaccini forse sarebbe meglio dire) anticovid e per farlo vi riporto uno stralcio da un grande quotidiano “La Repubblica” scritto dalla dottoressa Elena Dusi a voi il link

https://www.repubblica.it/cronaca/2020/12/28/news/domande_e_risposte_il_vaccino_ai_raggi_x_e_l_italia_covid-free_speranza_d_autunno-280245263/?timestamp=1609228274000

Seguiamo il discorso di chi è maggiore autorevolezza: partiamo dalla riflessione n. 4

4 – Per quanto tempo i vaccini saranno efficaci?

Lo scopriremo solo con il tempo. Il coronavirus è noto da meno di un anno, non possiamo avere dati per periodi di tempo più lunghi. Gli studi sui 4 coronavirus che causano raffreddore e su quello della Sars suggeriscono che l’immunità duri un anno. Ma sono supposizioni. Gli anticorpi nelle persone guarite sembrano durare 6-9 mesi. Un campione di vaccinati verrà seguito nel tempo proprio per studiare l’andamento della loro memoria immunitaria. Allo scadere della protezione, sarà necessario ripetere il vaccino. È possibile che l’iniezione debba diventare una routine.

Passiamo poi alla riflessione n. 5:

5 – Proteggono solo dai sintomi oppure anche dal contagio? Non lo sappiamo. Le sperimentazioni sull’uomo hanno coinvolto in media 20-40mila volontari per ciascun vaccino. Fare a tutti tamponi regolari sarebbe stato complicato: ai test sono stati sottoposti solo i volontari con i sintomi del Covid. Il risultato è che per gli asintomatici non abbiamo dati. Per capire se il vaccino protegge solo dai sintomi gravi o previene anche il contagio serviranno test ripetuti su un campione di volontari, dopo l’inizio della campagna di vaccinazione. Finché resterà l’incertezza, i vaccinati dovranno mantenere tutte le precauzioni per evitare di contagiare gli altri.

E qui già iniziano i primi dubbi di profani come me e anche di medici, i quali ritengo che debbano essere ascoltati e far parte del dibattito quanto meno scientifico e non attaccati sotto varie forme

Veniamo alle domande che mi sorgono:

  1. Un vaccinato diventa immune al virus? Sembra di capire che non lo possano garantire, la risposta è allora quanto meno “forse”
  2. Se un vaccinato può diventare contagioso che utilità ha questo vaccino? Dicono che lo sapremo solo dopo un poco di tempo, dopo che avremo vaccinato buona parte della popolazione. Ma mi chiedo: una azione in cui si prova un preparato da laboratorio non si chiama “esperimento” e chi è sottoposto a tale preparato “cavia”?
  3. Come possono parlare di vaccinazione come “passaporto” per fare alcune attività: spostarsi, frequentare luoghi pubblici, addirittura andare a lavorare, se poi ammettono che, anche se vaccinate, le persone dovranno portare le mascherine? Su quale certezza scientifica si baserebbe il passaporto?
  4. Sappiamo già che durata della protezione non è certa, ma a non è essere certa è persino se vi sarà una manifestazione di sintomi, almeno questo è quello che capisco leggendo l’articolo.

Mi chiedo allora:

a) Garanzie sul fatto che i vaccinati non manifesteranno sintomi gravi legati alla malattia?

b) Perché fare questo vaccino? Mi garantiscono l’immunità? No. Mi garantiscono assenza di sintomi? No. Tutto è basato sulla speranza e sulla prova a grande scala.

c) Si può imporre democraticamente l’obbligo a una vaccinazione fatta all’insegna della “speranza”?

Potreste obiettare: proviamo, cosa abbiamo da rischiare? A questa domanda ci aiuta il punto 8

8 – Sono stati riscontrati effetti collaterali? E quali?

Fino a oggi 2 milioni di persone sono state vaccinate con Pfizer o Moderna. Ci sono state 8 reazioni allergiche gravi, subito dopo l’inoculazione, tutte risolte. Per questo l’iniezione avviene in una struttura medica con assistenza in caso di shock anafilattico. Le sperimentazioni hanno mostrato alcuni effetti collaterali leggeri: per Pfizer dolore nel luogo della puntura (80% dei vaccinati), stanchezza (60%), mal di testa (50%), dolore muscolare o brividi (30%), dolore alle articolazioni (20%), febbre (10%). Un volontario su mille ha avuto una paralisi temporanea dei muscoli del viso.

Parliamo di effetti collaterali nell’immediato che vanno dall’indolenzimento, alla febbre, alla paralisi dei muscoli del viso allo shock anafilattico con cui è possibile morire e per questo ci vuole la presenza di un medico, credo negli USA una persona sia finita in rianimazione ….

Quindi: vantaggi? li ipotizziamo; protezione? la ipotizziamo; i rischi? li conosciamo, quelli a breve termine.

Ma non vorrete mica essere accusati di essere no-vax? Giusto per porre il dibattito non in termini emotivi, ma razionali, i nostri politici ogni tanto fanno riferimento a obblighi per i dipendenti pubblici, con la paventata possibilità di non poter lavorare …

Cosa penso? Penso che mi manca un dibattito pacato tra differenti idee scientificamente espresse, penso che chi decide di iniettare nelle vene dei cittadini qualcosa sotto forma di obbligo debba assumersene le responsabilità, penso che un vaccino che vede tante risposte terminare con un “forse” debba essere lasciato alla libera decisione delle persone, non imposto e neppure veder condannati medici che argomentano il loro scetticismo.