Redazione| 16 giugno 2020

Il Gobierno de España sta decidendo le norme per il turismo, affrontando il problema sollevato da alcuni governatori delle regioni rispetto ai test obbligatori per i turisti; in spagnolo i governatori sono chiamati presidente delle differenti comunidad (realtà regionali con una forte autonomia).

Secondo quanto riportano le agenzie di stampa, il governo spagnolo, nella figura del ministro della Salute Illa, ha bocciato l’idea di test alla partenza, ma si è reso disponibile a finanziare test che vengano fatti, NON A TUTTI I VIAGGIATORI, ma a campione, come modo per vigilare sugli arrivi dei turisti dalle zone più a rischio.

La linea del presidente del Gobierno de Canarias ne esce sconfitta: aveva chiesto test PCR obbligatori, neanche sierologici, alla partenza. Però il presidente delle Canarie registra anche un piccolo successo: la possibilità di tests selettivi sui voli in arrivo.

La discussione ora verte su chi pagherà questi tests, non i turisti, ma le amministrazioni regionali sicuramente, e nella speranza di Angel Torres anche il governo centrale di Madrid.

Mia riflessione: dal momento che un test positivo all’arrivo significherebbe quarantena, nella migliore delle ipotesi, credo sia prudente contattare il proprio medico per un tests sierologico da effettuarsi nelle 72 ore precedenti al volo.