Redazione| 29 maggio 2020

Qualcuno prende i miei articoli come critica verso il governo canario, ma niente è più sbagliato. Per questo che ora vi cito un caso di uno stato che ha chiuso senza troppi preamboli le proprie frontiere all’Italia, perché ritenuta a rischio di focolai, e anche alla Slovenia, per quale motivo? Rischi epidemiologici? No. Semplicemente un criterio di vicinanza e possibilità per gli italiani di raggirare il divieto.

Ecco le dichiarazioni del ministro austriaco.

“L’Italia è ancora un focolaio, anche se in alcune regioni la situazione è migliorata e l’impegno è grande”. Lo afferma il ministro alla salute austriaco, Rudolf Anschober, in un’intervista al quotidiano Oberoesterreichischen Nachrichten. “Sono un sostenitore della libertà di movimento, ma con l’Italia dobbiamo ancora essere prudenti”, aggiunge il ministro, citando per l’Italia 382 casi Covid per 100.000 abitanti contro i 55 in Croazia e 70 in Slovenia.
    Il ministro sottolinea che per ora resta in vigore l’obbligo di tampone negativo per l’ingresso in Austria. Anschober non teme malumori diplomatici. “E’ vero che la Slovenia rivendica di avere dati postivi, ma è anche vero che dalla Slovenia si arriva facilmente in Italia”, afferma il ministro