Redazione| 29 maggio 2020

Non troverete questa discussione su molti siti in lingua italiana che si occupano delle Canarie, poi qualcuno mi aiuterà a capire il motivo, come anche mi aiuterete a capire il motivo per cui sono stato criticato per aver riportato una dichiarazione durante una conferenza stampa del capo della giunta che governa le Canarie: dott. Victor Torres.

Mi si dice che ancora di certo non c’è nulla, che le decisioni politiche ufficiali vengono pubblicate sul BOE e a quello bisogna attenersi. Bene, se vivete la vita all’insegna del cieco ottimismo adolescenziale, non leggete questo articolo.

Questo articolo nasce lungo una linea di pensiero che fa delle scelte consapevoli e calcolate, dell’organizzazione, della prudenza, punti di riferimento dell’agire comune,magari all’insegna del risparmio. Non mi appartiene il “tira’ a campa’”, neanche un po’. Si vive meglio ignorando i futuri possibili problemi? Non lo nego; sbagliano coloro i quali affrontano i problemi una volta che sono certi? No, però potrebbero trovarsi spiazzati e nella condizione di perdere tempo e forse anche soldi.

Beh, io vorrei parlare a chi ama organizzarsi.

La notizia è stata riportata anche ieri dalle agenzie di stampa, il vicepresidente de Canarias e delegato de Hacienda, Presupuestos y Asuntos Europeos, Román Rodríguez ha ribadito al governo centrale di Madrid che si pretendono tests fatti nei paesi di provenienza.

Il ragionamento è semplice, anche condivisibile sino a un certo punto (non da un punto di vista medico): le Canarie necessitano di un viaggio in aereo, è giusto per tutelare la popolazione e i viaggiatori che salgono su quell’aereo che ogni viaggiatore abbia fatto un “tests”, mentre il presidente della giunta canaria aveva parlato di PCR, il suo vice Román Rodríguez è rimasto più sul generico.

Vice presidente Roman Rodriguez

A voi la decisione se prenotare pensando che vi vada bene o programmando già un test e quale test. In buona parte delle regioni italiane la tecnica d’analisi del PCR, per capire di cosa parlo potete leggere questo articolo , non è accessibile attraverso privati e per il settore pubblico ci vuole una specifica indicazione delle USL regionali che ravvedano nel vostro caso una possibile infezione da covid-19. Da quello che so, solo il Veneto ha laboratori privati che consentono questi test, necessitano però di una vostra liberatoria e di una impegnativa del medico dell’USL regionali; qui nasce il problema, molto probabilmente, se la USL regionale di competenza del medico curante non è il Veneto, non ammette tamponi, il vostro medico non vi potrà fare l’impegnativa.

Riassumendo: potreste trovarvi che a metà o fine giugno i politici spagnoli decidano e seguano la linea dei politici canari e mettano obbligatori i test; quale test? Non lo sappiamo. Cattivoni? No, loro libera scelta: ricordiamoci che la stessa discussione vi è anche in Italia, a proposito delle due isole maggiori e a maggior vocazione turistica (Sicilia e Sardegna); aggiungiamo che la stessa Austria ha chiuso le frontiere agli italiani e anche agli sloveni (solo per un criterio di vicinanza!), mettendo come condizione per entrare un tampone PCR negativo.

Mi immagino già la risposta: ci penserò a tempo debito! Un momento, in molte regioni si stanno registrando file per accedere ai laboratori per fare i tests sierologici o salivari (ancora non pienamente testati). Bisogna dunque organizzarsi per tempo, penserete voi. Un momento: un test fatto prima dei tre giorni del viaggio non ha alcun valore, questo lo dicono i medici e i ricercatori in campo biomedicale. Già il quarto giorno una persona potrebbe sviluppare l’infezione ed essere contagioso. Pensate voi all’ironia: una persona in coda con altre decine di persone, potrebbe trovarsi in un caso sfortunato vicino a un positivo asintomatico, si potrebbe infettare stando in coda; per sviluppare l’infezione occorrono tra i 3 e i 6 giorni (secondo le ultime ricerche del direttore di infettivologia a Brescia) e quindi potremmo trovarci nella situazione che il nostro viaggiatore risulti negativo al test, ma sviluppi la malattia quando si trova in vacanza.

Per questo motivo i medici bocciano i test come patente di immunità o di certa salute paziente. Comprensibili le paure dei politici, ma le stanno affrontando ascoltando più il popolo che la scienza.

Pensate che queste file per i test siano perché i turisti cercano i tests per partire? No, queste file sono di persone che vengono controllate perché il loro caso indica un rischio epidemiologico. Pensate voi quando si dovessero riversare davanti ai laboratori tutti i viaggiatori … solo a Bologna, aeroporto Marconi troviamo 9 milioni di viaggiatori …

Qualcuno mi aiuta a capire perché trovo queste richieste al governo centrale da parte del governo delle Canarie nei giornali spagnoli ma non in quelli in lingua italiana? Ma un possibile turista o viaggiatore non ha diritto di organizzarsi per tempo? Le richieste dei politici canari non è che siano folli, sono legittime, adottate da molti paesi. Per cui ritengo giusto informare del dibattito, giusto proporre tests, giusto sapere che forse, se passa questa linea, bisognerà farli per viaggiare.