Redazione| 27 maggio 2020

Le parole del “governatore” delle Canarie Victor Torres sono state accolte da buona parte parte dei turisti italiani con una comprensibile protesta, più o meno accesa, a seconda dei casi.

Per capire la situazione e comprendere lo stato d’animo dietro alle parole del politico canario, basta andare ad analizzare che cosa accade in Italia; ci aiutano in questo le affermazioni del governatore della Sardegna.

Christian Solinas (governatore della Sardegna)

Fate attenzione: le richieste di Christian Solinas non differiscono da quelle del “governatore” delle Canarie Victor Torres: importante il “tampone” (Solinas non cita l’acronimo PCR così che non si capisce bene se si riferisca ai nuovi test rapidi con la saliva), dicevamo tampone che dovrebbe essere garantito a tutti i viaggiatori dal governo in tempi brevi. Va segnalato che Solinas e l’attuale governo appartengono a due schieramenti differenti

Ma cosa pretende esattamente il governatore della Sardegna?

In vista dell’apertura dei confini regionali il prossimo 3 Giugno, il politico di centro destra si è già opposto all’idea di viaggi tra le regioni che non “garantiscano” la sicurezza sanitaria delle località turistiche: “vogliamo essere sicuri che chi arriva sia sano da covid!” sembra essere il grido. Comprensibile, ma se i politici chiedono certezze, magari da spendere con la cittadinanza, gli scienziati e i medici, i ricercatori sembrano avere meno certezze e ricordano che tanto non si conosce dei meccanismi di questo virus e per questa ragione si hanno strumenti di diagnosi, che possono anche sbagliare e a cui bisogna aggiungere il caso di ricadute in pazienti guariti.

La proposta del governatore è quella di fare della Sardegna una regione “Covid-Free” ossia priva del virus, una meta turistica che si venda sul mercato nazionale e internazionale come sicura; come ottenere, secondo Solinas, questo obiettivo? Pretendendo che tutti i suoi ospiti arrivino in Sardegna non solo con biglietti e valigie (e soldi), ma anche con un certificato che attesti la negatività al Covid, analisi che deve essere stata eseguita al massimo tre giorni prima della partenza per non perdere di validità. Sulla stessa lunghezza d’onda è anche il presidente della regione siciliana Nello Musumeci che chiede un passaporto sanitario che attesti la negatività dei turisti al covid.

Secondo i due governatori, i turisti dovrebbero poter fare il test anche richiedendolo semplicemente in farmacia; questa affermazione crea alcuni dubbi, almeno in me, a cosa si riferiscono i due politici? Parlano di test salivari (tamponi) o sierologici (rapidi o quantitativi) o PCR, ossia la medicina molecolare che necessita di macchinari per lo sviluppo degli elementi rna presenti nel cotone del tampone.

Il viceministro della Salute ha stoppato i due politici:

La soluzione è ambiziosa ma impraticabile

Ma lo stop più autorevole viene dal mondo scientifico che ricorda ai politici che la tentazione di rincorrere l’idea di immunità, ossia impossibilità di contrarre il virus, con un passaporto o gli attuali test, è una illusione, scientificamente parlando, una promessa alla cittadinanza destituita di fondamento scientifico.Gli esperti del Comitato tecnico scientifico avvertono: non può esistere un passaporto sanitario o un certificato di negatività. I test sono una fotografia della salute del paziente sino al giorno del test, ma non danno nessuna garanzia per il futuro.