Redazione| 26 maggio 2020

Contro ogni previsione, il governo spagnolo starebbe avviando una serie di consultazioni con i gruppi parlamentari per una ulteriore proroga di due settimane allo stato d’emergenza, il che significherebbe frontiere chiuse agli stranieri non residenti in Spagna sino a fine giugno.

L’incertezza regna, l’ultima proroga, che sarebbe dovuta essere di un mese, è stata ridotta a due settimane per ottenere i voti del partito Ciudadanos, partito di centro destra e quindi all’opposizione.

Pedro Sanchez Presidente del governo

Il governo socialista sta perdendo appoggi riguardo alla politica di proroghe dell’estado de alarma; ciò è un problema perché il governo spagnolo deve necessariamente passare per una votazione in parlamento, non può seguire la strada del governo italiano fatta di DPCM ossia di decreti del presidente del consiglio dei ministri.

I due grandi partiti nazionalisti vaschi PNV e BILDU potrebbe non aiutare il presidente, che potrebbe trovare un’altra volta una stampella nel partito di C’s. A quale prezzo?

Difficile prevedere cosa possa accadere. Contemporaneamente il nostro ministro degli Esteri sta lavorando in sede europea per riattivare i voli internazionali nell’area Schengen dal 15 giugno.

Fonte Canarias7