Im questo articolo, che vorrei aggiornare di volta in volta, vi condividerò ciò che trovo sull’argomento, senza allarmismi; spero al contrario di poter informare secondo un criterio di massime precauzioni perché si possa così anche riprendersi parte delle libertà che ci hanno tolto. La conoscenza come la maggior risorsa dell’uomo (e della donna) di adattarsi all’ambiente circostanze, un modo per tutelare la vita senza rinunciare a vivere.

1. LE DISTANZE.

Gli studiosi sono molto incerti su questo criterio, se sino a poco tempo fa si citava di stare a 1 metro, ormai questa indicazione sembra superata. In Emilia Romagna per esempio in spiaggia (luogo caldo, con vento e umidita salmastra è un posto che teoricamente disattiva velocemente la carica virale del virus) gli esperti hanno consigliato aree di 10 mq ossia circa una distanza tra ombrelloni di 3.25 metri. LA REPUBBLICA

1.1. I LUOGHI CHIUSI

I luoghi chiusi attualmente sono considerati ad alto rischio.

1.2. I LUOGHI APERTI: LA SPIAGGIA

Secondo questo articolo della PROVINCIA alte temperature della sabbia, acqua marina salata e raggi UV del sole disattivano la carica virale del virus. Pericolosi chiaramente i luoghi affollati e gli assembramenti, qualora non si rispettassero le distanze.

2. I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (D.P.I.).

2.1. LE MASCHERINE

Ormai tutti concordano, anche i politici e i funzionali dell’OMS che una volta sbeffeggiavano chi proponeva di portare mascherine, che le mascherine servono, evitano che tossire, starnutire, respirare possa trasmettere particelle umide, veicolo del virus, nello spazio.

Le mascherine dovremmo secondo gli esperti portarle tutti se in luoghi dove non si riesca a garantire la distanza (vedere il tema distanza sopra: 1, 3, 4 o quanto metri garantiscono la sicurezza? Una risposta certa non c’è), dove vi sia una cattiva aerazione naturale o l’aria condizionata.

FONTE LA REPUBBLICA

2.2. I GUANTI

È dimostrato che il virus entra nell’uomo attraverso il respiro (bocca, naso) , ma anche attraverso le mani non ben igienizzate, quindi sempre attraverso la bocca, ma anche attraverso gli occhi. Per questa ragione si consiglia l”uso di guanti usa e getta, da usare nelle situazioni più a rischio, avendo l’accortezza di cambiarli spesso (gettando i rifiuti in appositi contenitori). Partire da casa com guanti, passando per mezzi pubblici, carrelli e supermercato, non fa che trasformare i guanti in possibile veicolo e ricettacolo del virus; per questa ragione all’ingresso di ogni spazio dovrebbe trovarsi disinfettante per le mani.

2.3. GLI OCCHIALI DA LABORATORIO

Un altro importante strumento sono gli occhiali da laboratorio, evitano il contagio da contatto (informazione certa) e o di altro tipo (ipotesi).