Redazione| 03/05/2020

libertaIl liberalismo è quel movimento di pensiero e di azione politica che riconosce all’individuo un valore autonomo e tende a limitare l’azione statale in base a una costante distinzione di pubblico e di privato; oltre alla definizione, scendendo nella concretezza, l’individuo ha la medesima dignità dello Stato con tutte le sue pur importanti istituzioni e funzionari i quali, secondo questa dottrina politica, hanno un limite costituito dalla “sfera privata”, che non può essere compressa a piacimento del potere, e da un grado di autonomia dell’individuo che, nel rispetto degli altri individui che compongono la società, deve vedersi garantiti dallo Stato alcune libertà fondamentali che possono essere sospese solo per tempi limitati, per situazioni di pericolo imminente reale (non potenziale), ma attenzione lo stato liberale è tenuto a ristabilire le libertà al più presto una volta superata l’emergenza. Immaginate voi uno Stato in cui, di fronte a una grossa nevicata, non si mandassero in giro gli spalaneve, ma si obbligassero i cittadini a chiudersi nelle loro case sino all’estate e alla risoluzione del problema.

La nostra stessa Costituzione, pur riconoscendo lo stato d’emergenza e la possibilità di limitare la libertà di spostamento, riconosce però la necessità di una minaccia imminente e a cui non si possa rispondere diversamente (l’emergenza).

Ma ora, mi pongo la domanda: siamo in una emergenza o in una situazione difficile da gestire con attenzione? Lasciando agli individui la libertà di agire nel rispetto della sicurezza e salute pubblica?

Beh, da liberale, seguace del liberalismo, non ho dubbi: in primis esiste l’individuo che si unisce con altri individui limitando parte delle proprie azioni, ma avendo come riconoscimento la possibilità di poter agire, se nel rispetto degli altri individui.

Cosa succede in Italia dopo il 4 Maggio? Veniamo ad alcuni divieti del 4 maggio: le persone possono spostarsi, ma se e solo se necessario, rimangono i tre casi di prima: lavoro, salute, necessità per la sopravvivenza (spesa) a cui si somma un altro caso (la visita ai congiunti). Già qui iniziano i primi problemi, chi sono i congiunti? I legami tra consanguinei, ma anche quei legami affettivi della società moderna: coppie di fatto e “compagni di vita”; ma se una famiglia, marito e moglie, con quattro figli, potranno andare a trovare in sei persone i nonni, altrettanto non è detto per le coppie di fatto a cui viene riconosciuta la possibilità di vedersi tra loro.

A tutti però è richiesto, anche tra persone che abitano sotto lo stesso tetto, di DOVER stare distanti un metro praticando sport, mentre chi non convive sotto lo stesso tetto, non potranno fare sport vicini, lo sport è individuale. Ma la burocrazia, cervellotica come quella italiana, corre il rischio di far trovare le persone in situazioni paradossali, ma neanche tanto: pensate a un lavoratore fuori sede, bloccato in un’altra città (e magari regione) dal lockdown, che ora se uscisse a camminare dovrebbe dimostrare dove domicilia, la ragione per cui non cui non è presso la propria residenza e la motivazione per cui ha deciso che non vi farà ritorno. Ma scusate … da quando in uno Stato liberale e democratico, una persona deve dare queste giustificazioni, non a un giudice, ma a un rappresentante delle forze dell’ordine? Non sono un avvocato, ma siamo in una situazione in cui i tribunali non funzionano, sono chiusi, in cui tutto viene controllato direttamente dall’esecutivo, senza il voto del Parlamento, tramite le forze di Polizia che devono essere informate dove uno si sta recando, da chi, legame di parentela e cosa fa e in quanti? Non sentite anche voi una sensazione di soffocamento???

Prima vi ho citato alcuni casi per cui uscire, ma in realtà per ogni situazione, le nuove disposizioni hanno qualche ordine, decisioni che in questo modo si moltiplicano e si complicano, ma si complicano non solo per chi deve attuare queste disposizioni lambiccate, ma anche per chi quelle disposizioni cervellotiche dovrà farle rispettare; secondo rischio di questa azione politica poco liberale: l’individuo viene così esposto a un rischio di soggettività nell’applicazione delle regole, aspetto che in uno Stato serio neanche dovrebbe esistere.

Ritorniamo all’inizio. Cosa ci dice la dottrina liberale? Che l’individuo è libero, che nel rispetto di norme semplici (distanziamento e utilizzo di DPI) deve essere libero di potersi muovere. Hanno reso complicato il semplice. Ecco che affollare un parco cittadino sarà permesso, se si cammina, ma non potremmo sederci vicini o fermarci a parlare; la legge dice che una persona che corre non deve portare la mascherina, ma cosa potrebbe accadere se respirando a pieni polmoni, producesse particelle pericolose, perché asintomatico? Se in quel momento passasse accanto a una signora anziana che, essendo in un luogo pubblico e all’aperto, non portasse la mascherina perché non obbligata dalla legge? Il nostro solerte legislatore ha commesso un errore solo? Trattare i cittadini liberi per costituzione, come soggetti incapaci a cui dare ordini, ma è impossibile standardizzare la prudenza e le precauzioni! Anzi, la legge, con tutte le sue prescrizioni, impedisce all’uomo di aver comportamenti virtuosi: lo stesso corridore, se decidesse di prendere l’auto per andare in un bosco a correre, potrebbe essere fermato da un “solerte” funzionario in divisa che gli potrebbe contestare la “necessità” di quello spostamento.

Ho parlato di boschi? Pensiamo alla montagna, una famiglia con una proprietà in montagna, in buona parte dell’Italia non potrà andare a domiciliare nella propria seconda casa, ma potrà andare nel succitato parco di città aumentando la densità … capite l’incongruenza? Da dove nasce l’assurdità? Dal fatto che i nostri politici siano disgraziati? No, macché, il problema nasce dal fatto che il liberalismo non ci ha insegnato nulla: l’individuo, la libertà, la propria coscienza, ma anche norme chiare e applicabili formano una società forte.

Chi ha capito questo insegnamento? Paesi come la Svezia o la Svizzera, in Italia invece, come un pendolo, oscilliamo tra il caos del fare tutto senza controlli a regole che o paralizzano o rimangono sulla carta. Verso cosa navighiamo? Teoricamente si prega a questo punto che Dio ci aiuti: tra caldo e Provvidenza il virus si disattivi progressivamente, oppure verso un altro lockdown, … ma lo giudico difficile, perché? I danni economici sono sotto gli occhi di tutti, Fitch ha declassato i buoni del tesoro italiani a BBB-, ossia a un passo dal definirli “junk” (spazzatura), il messaggio che ai grandi fondi dà un ordine: vendete! Sarebbe la bancarotta per il Bel(‘na volta)Paese.

Allora? Educhiamo, leggi chiare, applicabili, che abbiano un muro insuperabile: la libertà dell’uomo che deve essere, assieme alla salute, l’altro grande obiettivo di ogni Stato. Come ci insegnano i precetti della dottrina cattolica, spesso la strada dell’inferno (democratico) è lastricata di buone intenzioni (difesa della salute). Attenzione che oltre a danneggiare la salute, non andiamo anche a danneggiare la libertà individuale, ingrediente fondamentale di ogni progresso economico e sociale.