SENATRICE LILIANA SEGRE (00032435) (© 2018 Carmine Flamminio / Senato della Repubblica)Come blog rivolto alla comunità italiana di volta in volta mi occupo di riportare notizie dall’Italia e sempre di più diventano occasione per ribadire una decisione presa: andarsene dall’Italia è una scelta giusta …

Provengo da una visione liberale della vita, moderatamente liberista, sono equidistante dagli estremismi, direi moderato, ma in Italia moderato significa un piccolo conservatorismo fatto di ipocrisie cattoliche e interessi economici, spesso gestiti meschinamente.

Ma chi è Liliana Segre? Il tutto parte da un assunto, una donna, una senatrice di 89 anni, ebrea che è stata deportata in un campo di concentramento e che porta ancora sul braccio i numeri di quei momenti, per la sua attività come parlamentare riceve all’incirca 200 messaggi al giorno di offese e minacce. Avete capito bene, ci sono adulti e giovani che le spediscono, a una donna di 89 anni messaggi di odio, molti a sfondo razziale per la sua appartenenza religiosa, ma non solo, anche per altre ragioni e che rimangono nell’ombra.

L’ultimo episodio sofferto da questa donna è lo sfregio operato dal centro destra italiano che si è astenuta in Parlamento, quando si votava una Commissione (vi ricordo che le commissioni non hanno potere legislativo, ma solo il compito di proporre al Parlamento e che nella commissione vengono rappresentati tutti i gruppi parlamentari, domanda: cosa teme l’on. Salvini? Perché voler fermare tutto questo? Quale ragioni lo muovono?) per esaminare la situazione riguardo all’odio, all’antisemitismo e al razzismo in internet; le ragioni di questo atteggiamento? A mio avviso scuse di un non precisato rischio censura: da quando offendere e minacciare, disprezzare, umiliare, mortificare è libertà? Proprio quei valori tradizionali che il centro destra dice di voler difendere implicherebbero leggi severe per punizioni esemplari. Altrimenti cosa significa essere di centro destra? Se non l’educazione, il rispetto delle regole e dello Stato? A me sembra che qui si voglia tutelare il caos e chi semina questo caos in internet. Mi chiedo e vi chiedo: da quando offendere qualcuno per un’appartenenza a una minoranza etnica, religiosa o di altro tipo è sinonimo di libertà?

Mah … sempre più sono convinto: investire i miei risparmi alle Canarie è stata una decisione azzeccata e che prima di vantaggi economici, mi dà una ragione per alzarmi alla mattina.

Questa la lettera del figlio e di cui estrapolo e condivido una affermazione: l’Italia non merita Liliana Segre, no, non la merita, ma aggiungo, come non merita tutte quelle persone ecumeniche, in buona fede, generose, buone, pacate, tranquille che credono in quei valori cristiani come l’accoglienza, la pace, la solidarietà, la mitezza, quei valori che certi signori negano con la loro azione politica, con i loro discorsi e la loro vita.

Signora Liliana Segre, mai pensato a un giro al mare?

Caro direttore, sono allibito da quello che leggo in questi giorni, dalle dichiarazioni dei politici, da questo travisare intenzionalmente concetti come censura, libertà di opinione, difesa della famiglia, antisemitismo, in bocca a chi vorrebbe chiuderci dentro in una Italia sempre più isolata, lontana dai valori liberali nei quali siamo cresciuti e nei quali mi riconosco profondamente. Dove gli uni scrutano con sospetto gli altri, dove ognuno si tiene stretto il proprio tornaconto, la bandiera di partito, la propaganda, le dichiarazioni roboanti.

A voi che non vi alzate in piedi davanti a una donna di 89 anni, che non è venuta lì per ottenere privilegi o per farsi vedere più brava ma è venuta da sola (lei sì) per proporre un concetto libero dalla politica, un concetto morale, un invito che chiunque avrebbe dovuto accogliere in un mondo normale, senza sospettosamente invece cercare contenuti sovversivi che potevano avvantaggiare gli avversari politici. A voi dico: io credo che non vi meritiate Liliana Segre!

Guardatevi dentro alla vostra coscienza. Ma voi credete davvero che mia madre sia una che si fa strumentalizzare? Con quel numero sul braccio, 75190, impresso nella carne di una bambina? Credete davvero che lei si lasci usare da qualcuno per vantaggi politici di una parte politica in particolare? Siete fuori strada. Tutti. Talmente abituati a spaccare il capello in quattro da non essere nemmeno più capaci di guardarvi dentro.

Lei si aspettava accoglienza solidarietà, umanità, etica, un concetto ecumenico senza steccati, invece ha trovato indifferenza al suo desiderio di giustizia.

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