Vi condivido questa lettera del Presidente dell’APICE, dott. Giuseppe Bucceri a firma del signor Antonino Cacace. Come vi ho già spiegato l’associazione opera in vari stati europei ed extraeuropei, ciascuno con un proprio responsabile di zona. L’associazione è nata dall’idea del dott. Bucceri e credo che sia la realtà più importante e di riferimento per gli italiani che vivono all’estero (pensionati e non ) e che vogliono avere qualcuno che li aiuti. Il contributo di iscrizione è veramente irrisorio, il costo di una pizza, ma permette a questa associazione di avere uffici dove poterci accogliere e aiutare.

Un aspetto molto importante è sicuramente quello fiscale, il fisco in Spagna si chiama Hacienda , che sarebbe la nostra Agenzia delle Entrate. Attenzione perché la Fiscalia spagnola corrisponde invece alla Magistratura.

Da quest’anno, 2019, grazie al fatto che ormai i dati fiscali sono tutti virtuali, tra i differenti paesi europei è stato avviato un confronto e una condivisione che sta permettendo ai vari paesi di inviare cartelle di accertamento, ciò può avvenire sia da parte italiana che da quella spagnola attraverso delle “carta de requerimento”.

Unica precisazione: nel comunicato si parla di CUD, la denominazione attuale è CU, certificazione unica. Il discorso sull’INPS da cosa nasce: nel momento in cui chiederete la residenza in Spagna, avete il dovere di fare la dichiarazione dei redditi in Spagna e, sino a quando non ricevete la defiscalizzazione in Italia, avrete da pagare le tasse in Italia, ma anche in Spagna ! Dal momento in cui risiedete in Spagna,dovrete dichiarare anche proprietà immobiliari in Italia e ogni singola situazione. Il fatto di avere residenza spagnola e pagare tasse in Italia, non vi esime daldichiarare i vostri redditi alla Spagna.

Questo è quanto ho capito, come dico sempre, non sono un commercialista, verificate le informazioni.

Vi posto le informazioni, cercando di dare una vesta grafica chiara:

NOTIZIE IMPORTANTI / CONTROLLI HACIENDA
Con Antonino Cacace

INTRODUZIONE.
E’ in corso già da circa due anni un’azione da parte del Ministero de Hacienda spagnolo per incrociare i dati fiscali con tutti gli altri paesi europei al fine di contrastare e reprimere eventuali evasioni fiscali. Problema annoso che purtroppo colpisce anche la nostra povera Italia.
Uno dei primi provvedimenti, semplice da comprendere in quanto colpisce le fasce più esposte ed indifese della popolazione, è stato quello di “controllare” il popolo dei pensionati.
Come ben sappiamo noi in Italia abbiamo varie categorie di pensionati, ma adesso faremo riferimento solo alle pensioni erogate dal noto Istituto INPS.

COS’E’ UNA “CARTA DE REQUERIMIENTO”?
Sin dal 1 giugno di quest’anno, stanno giungendo a diversi pensionati, non a tutti ancora, e in diverse regioni di Spagna, una “carta de requerimiento” (lettera di accertamento) da parte di Hacienda o Agenzia Tributaria. Normalmente tale avviso giunge attraverso una “certificada” (racomandata) o su posta elettronica. In entrambi i casi occorre firmare una ricevuta.
Occorre tenere ben presente che dal momento che si firma la ricevuta al postino vi sono dieci giorni lavorativi di tempo per presentarsi presso la Agenzia Tributaria. I 10 giorni lavorativi o “Habiles” sono intesi dal Lunedì al Venerdì inclusi. Non dimenticate che nel mese di Agosto la Agenzia Tributaria NON CHIUDE.

CONSIGLI SU COSA FARE IMMEDIATAMENTE:
Il primo consiglio che prego seguire ACCURATAMENTE è: scrivete a lettere ben grandi sulla busta ricevuta la data e l’ora in cui vi è stata consegnata la lettera. E’ di assoluta importanza, vi servirà successivamente per ricordarvi i tempi per il ricorso.
Ciò detto passiamo invece alla sostanza. Come già detto più volte abbiamo due tipi di pensionati che a noi interessano: quelli cosiddetti INPS puri e quelli INPS exINPDAP.
Entrambe le categorie sono contemplate nella convenzione tra ITALIA e Spagna. Gli INPS puri vengono trattati dall’art. 18 mentre gli ex INPDAP dall’art. 19.
La differenza. Gli ex INPDAP non potendo chiedere la defiscalizzazione all’INPS sono costretti a ricevere la pensione con le imposte già detratte, quindi le tasse le hanno già versate a monte cioè all’origine. Pertanto non dovrebbero preoccuparsi. Dico dovrebbero perché anch’essi (TUTTI ) hanno l’obbligo di dichiarare i redditi percepiti.

  1. SIETE EX-INPDAD

1.1 SE EX-INPDAD … COMUNICATE AD HACIENDA I VOSTRI REDDITI ( CU , EX CUD)

L’Agenzia Tributaria terrà conto della tipologia della pensione e chiuderà l’”espediente” in quanto pensione non tassabile perché coperta dalla convenzione delle doppie imposizioni. Però è nostro dovere presentare i documenti comprovanti. Cosa bisogna presentare? Il CUD è il documento più importante.

1.2. COME OTTENERE LA CU (EX-CUD)

Come ottenerlo? Per coloro che non hanno problemi con il computer occorre entrare nel sito INPS e col proprio PIN (Contrasseña o password) scaricare il CUD, stamparlo e poi eventualmente darlo al proprio commercialista o presentarlo direttamente in Agenzia (Hacienda). Per coloro invece che non hanno il computer o non sanno ben usarlo la cosa più semplice è rivolgersi ad un patronato che in brevissimo tempo vi procurerà il CUD. Presso gli sportelli a volte si incontrano impiegati disponibili a volte no, occorrerà compilare un formulario (in spagnolo) ed allegare il CUD. Con ciò si ferma il processo di controllo e verifica da parte di Hacienda.

2. SIETE INPS E QUINDI RICEVETE DALL’ITALIA UNA PENSIONE AL LORDO
Per coloro invece che sono INPS puri, il problema è decisamente più complesso e talvolta oneroso, cioè si può andare incontro a sanzioni economiche anche gravi.
Quest’anno, che è ripeto il primo anno in cui hanno dato il via agli accertamenti, stanno considerando la dichiarazione dei redditi del 2014. Perché il 2014? Perché gli accertamenti vanno in prescrizione ai cinque
anni. Non possono pertanto considerare il 2013 perché prescritto.

N.B.: Tutti coloro che fino a lunedì 1 luglio non avranno ricevuto la “carta de requerimiento” potranno dormire sonni tranquilli SOLO per quest’anno.

2.1. AVETE DICHIARATO NEGLI ANNI PRECEDENTI A HACIENDA I VOSTRI REDDITI CHE RICEVETE DALL’ITALIA?

Se la risposta è sì, non dovete far altro che portare tutto in visione (NOTA DI QN)

Cosa succede invece se io non ho dichiarato nulla nel lontano 2014?

La legge non ammette ignoranza purtroppo.

Hacienda avendo presso di sé già la mia situazione di reddito sa già quanto tasse mi dovrà applicare sulla pensione percepita nel 2013.

Mi obbligherà pertanto a pagare le tasse su quel reddito anche se io le ho già pagate a suo tempo allo Stato Italiano. E’ assurdo lo so pagare due volte. Ma è la legge.
Mi troverò così a dover pagare due volte le tasse su un solo reddito percepito. Ma la colpa è stata solo mia. Lo Stato spagnolo mi chiede di defiscalizzare la mia pensione in Italia per poi pagarne le giuste imposte qui in Spagna in base sempre al famoso articolo 18 della convenzione. Perché non lo abbiamo fatto?

2.2. CONSIGLI.

Cosa fare? Il mio invito è correre subito ai ripari, stringersi la cinta pagare per il 2014 e provvedere a sanare le situazioni successive. Cosa significa?
Significa mettersi in regola per gli anni successivi.
Quest’anno avremmo dovuto dichiarare i redditi del 2018 e quindi presentare il CUD del 2018 entro lunedì 1° luglio.
Trascorso l’1 luglio la legge dice che se presento la dichiarazione dei redditi in ritardo in “modo volontario” fino a tre mesi di ritardo sarò sanzionato con il 5% in più di tasse, sarebbe a dire se devo pagare 2.000 euro di imposte il 5% saranno 50 euro in più in aggiunta ai 2.000 euro.
Dai tre mesi ai sei mesi di ritardo il 10% in più, dai sei mesi ai 12 mesi il 15% in più e a partire dai 12 mesi il 20% in più. Questo se il modo è volontario, ovvero se vado io all’agenzia Tributaria e presento spontaneamente la dichiarazione dei redditi.
A questo punto va detto una cosa. Poiché gli INPS puri HANNO DIRITTO a chiedere la defiscalizzazione in ITALIA, INVITO a chiederla subito, in modo che una volta ottenuta potrete chiedere all’INPS la restituzione delle imposte già pagate in ITALIA per gli ultimi 4 anni pregressi. Cosicchè pagherete si le tasse un’altra volta qui in Spagna per il 2015, 2016, 2017 e 2018, ma vi saranno restituite le imposte pagate in Italia Se considerate che le tasse che pagherete qui in Spagna sono leggermente inferiori a quelle italiane vedrete che le sanzioni che vi accolleranno saranno pagate con la differenza delle imposte. Ciò che pagherete in più saranno le sanzioni che vi ho detto. Che tutto sommato non sono alte SE PERO’ RIPETO LO FARETE IN MODO VOLONTARIO. Fate attenzione che Hacienda sta controllando tutto.
Ho accompagnato in questo percorso un pensionato di 83 anni che non aveva mai fatto una dichiarazione dei redditi in Spagna, gli è giunta la carta di requerimiento e siamo andati in Hacienda che gli ha contestato oltre alle imposte non versate nel 2014 anche una quinta parte di una casa avuta in eredità oramai crollata cinquant’anni orsono in provincia di Frosinone. Cosa voglio dire con questo, che vi sono dei controlli accurati. Rivolgetevi in situazioni un poco più complesse ad un gestore fiscale (commercialista) serio di cui abbiate fiducia, purtroppo di questi tempi gli azzeccagarbugli prolificano come topini e coniglietti.
Ai vostri gestori fiscali ricordate loro, se avete immobili in Italia, di considerare se è il caso di compilare il mod. 720.
Concludo, in Spagna ogni regione ha un regime diverso, le autonomie si battono per la propria identità anche nel settore fiscale, quindi verificate sempre attentamente quanto ho appena detto in base alle leggi locali.
N.B. Non fate migliaia di domande , ma rivolgetevi ai consulenti di fiducia, io ho appreso la notizie e ve la rigiro.

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