Redazione| 23/05/2019

cattura-di-schermata-84-e1558627528224.pngEssendo di formazione un liberista moderato, mi diletto di economia, cerco di tenermi informato e capire. Con un occhio, forse uno sguardo disilluso su questa Italia che sembra sempre più arrabbiata e conflittuale (almeno secondo quanto dichiara il CENSIS in uno studio statistico svolto nel 2018 sugli Italiani FattoQuotidiano )  , oggi stanno arrivando sempre più chiari segnali di una forte diffidenza, paura e timore degli investitori nazionali ed esteri nei confronti dei BTP a 10 anni che registrano un’ulteriore aumento a 274 p.t.b.

cattura-di-schermata-85.pngMi si dirà che dipende da contingenze, situazioni internazionali, giochi di mercato, ma guarda caso tutte queste situazioni sembrano non sfiorare paesi vicini, uguali, simili all’Italia come la Spagna che ha registrato per i suoi bonos a 10 anno un ulteriore calo nel pomeriggio, erano finiti a 97 ptb per fermarsi a un 100 ptb.

Il problema non è certo il settore secondario, che per quanto fiacco in termini di PIL (valore economico delle merci prodotte) che stagna da un anno all’altro, decreta l’Italia come il settimo paese manifatturiero al mondo. Ma allora il problema quale è?

Per me il problema è la totale mancanza di fiducia nei conti pubblici italiani e stiamo pagando il fatto che vedano l’Italia come un paese a rischio solvenza, nei termini della bancarotta, ossia del non pagamento, non tanto del debito, quanto in futuro neanche degli interessi ad esso collegato.

Ma cosa può avere in più la Spagna che piace ai mercati? Un minor debito? Minori tempeste politiche? Un clima meno arrabbiato e avvelenato da politici senza scrupoli che inevitabilmente finiscono per lacerare il tessuto sociale e a costringere alla fuga molti connazionali, i quali non fuggono per necessità economica, ma disperazione, portandosi con sé soldi, risparmi, voglia di investire.

L’Italia ha perso di fascino, l’Italia sta perdendo una cosa importante che in passato aveva decretato la fortuna di realtà come quella della Repubblica di Venezia. L’Italia è chiusa, timorosa, incerta, arrabbiata, ritiene di poter dire e fare tutto in pieno disprezzo alla dignità delle persone. Questo costerà molto caro.

Sono convinto che dopo le elezioni europee, avvicinandosi la scadenza per verificare i conti, le contraddizioni insite in un programma di governo dove a un piano organico si è preferito la logica della spartizione del bottino per le rispettive promesse in campagna elettorale, esploderanno in modo lampante.

L’Italia è ancora il Bel Paese?