Redazione| 06/05/2019

buone maniereArrivando alle Canarie, magari da grandi città, come il sottoscritto, quello che può stupire è la mancanza di frenesia degli abitanti; il primo impatto può essere straniante, ma poi si capisce che è un modo saggio di vivere, la riscoperta del salutarsi, dell’abbracciarsi, del fermarsi a fare due chiacchiere, del sorridere al prossimo.

Cosa sta perdendo a mio avviso l’Italia? A mio avviso, vittima di mode americaneggianti di critica al politicamente corretto, si sta arrivando a una sorta di orgoglio della maleducazione e del vomitare in faccia al prossimo tutto quello che si pensa.

Ma chi è nato negli anni 70 o anche prima, ricorda che non eravamo così: salutare, ringraziare, limitarsi nel giudicare, chiedere per favore, il lei, tassativo per chi non è di famiglia, aprire la porta, fermarsi e aspettare di capire cosa fa chi ci viene incontro, erano tutti gesti che segnavano il limite tra l’individuo (donna e uomo) civile e il maleducato.

Ma se risulta facilmente comprensibile che le buone maniere rendono la vita in società piacevole e più serena, può essere difficile e non immediato vederne i vantaggi economici. Ma è la verità. Provare per credere. Una società serena come quella canaria ispira voglia di stare all’aria aperta, magari seduti in un bar, in un ristorante, atteggiamento favorito sicuramente dai panorami mozzafiato, ma comunque tendenza presente anche in quelle realtà lontane dal mare e dai boschi.

In questa società dove alzare la voce, confrontarsi in modo acceso, arrabbiarsi, sembra essere diventata la normalità, riscopriamo la voglia di condividere, di stare insieme e di riconoscere l’altro con la sua dignità. Così potremo creare una società aperta, inclusiva, felice, serena e perché no … benestante.

Le buone maniere, l’ascolto dell’altro, il silenzio e il politicamente corretto sono l’unica strada perseguibile se si è persone di pace.