Antonio| 03/03/2017

Condivido con voi questa foto, cattura un momento del passato: il lavaggio dei panni lungo queste vasche in pietra con acqua che scorre, si parla di un’immagine di quasi 60 anni fa. Niente di nostalgico, cara amiche, ma la riflessione che vorrei fare è un’altra: l’isola, soprattutto nella cumbre (montagna) è piena di questi percorsi in pietra che spesso non vengono gestiti, puliti, rivalutati o peggio vengono rimossi per far posto ai moderni canali di scolo in metallo che però hanno lo svantaggio di portare a valle l’acqua, non lasciarla depositare in altitudine, facendola concentrare in poco tempo a valle e infine al mare, con danno per le zone abitate, almeno nei momenti di maggiori precipitazioni.

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Lavaderos del borde de la GC-21 en el pueblo de Lanzarote, Municipio de Valleseco, Gran Canaria. Quotidiano Canarie agredece por la foto Juan Acosta Fleitas

Allora mi chiedo: non sarebbe meglio ripristinare o almeno rivalutare questi aspetti, con una gestione che sia un investimento costante sui territori di montagna e che porti dunque un benessere anche a queste zone? Non sarebbero punti che si potrebbero spendere anche da un punto di vista turistico? Non tutto deve essere grandi parchi tematici, luci strabilianti e rumori assordanti. Non ha una bellezza anche il rumore dell’acqua? La capacità di apprezzare quelle piccole cose che rendevano vivi e vivibili anche i territori lontani dalla costa?

Non chiedo la distruzione delle lavatrici, ma rivedere questi canali anche a fini turistici e magari pagare figuranti per dare ai turisti l’eco di cose lontane.

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