Antonio| 03/03/2018

Oggi vorrei parlarvi di una di quelle feste che a me sono sempre piaciute, sin da quando ero un turista sull’isola. Vanno bene le spiagge, va bene il mare, va bene l’aperitivo, ma trovarsi su un’isola nel cuore dell’Oceano Atlantico significa anche conoscere sapori, abitudini, tradizioni del luogo. O no?

Beh, se la pensate come me, affittate un coche (una automobile) , compratevi una carta stradale e prendetevi una giornata intera per visitare la montagna di Gran Canaria, i luoghi più importanti di cui ho già parlato nel blog e infine dirigetevi nella parte settentrionale ad Artenara!

Il paesino è molto bello, tanto vicino alle nuvole quanto alla vista panoramica del mare. Un luogo arroccato, con stradine strette e inerpicate sulla montagna, un posto che offre anche alcuni luoghi storici: una chiesa e una grotta dove si dice sia apparsa la Vergine e ora luogo per pregare con un bel leggio i pietra.

I cartelli comunque sono chiarissimi, seguiteli, magari fermatevi come faccio io nei bar di paese per sentire la melodia delle parole e della parlata canaria, un’allegra “caciara” scanzonata e divertita che coinvolge gli abitanti di questi suggestivi luoghi in un club esclusivo di cui il turista vorrebbe ma capisce di non farvi parte.

fiera formaggioUna triste esclusione che può essere attenuata da un ” vaso de la casa”, con un “trocito de queso tierno” o qualche “tapas” …. giusto per immergersi in quell’ambiente.

Se avete la fortuna di poter visitare questo ameno villaggio di montagna il 16 o il 17 di Marzo, sappiate che siete fortunati, c’è la “Feria del Queso”, la festa del formaggio e dei prodotti della terra: ortaggi, frutta, ma anche vino e birra, pane artigianale.

I formaggi canari sono molto buoni e saporiti, anche perché si usa per alcuni latte di capra e pecora, oltre a quello di vacca; possono essere accompagnati con frutta secca, per esempio dalle mandorle, dal pane fatto impastando farina di banane, di cioccolato, di patate; oppure potrete gustare il formaggio con il miele o differenti marmellate, tra cui quella di guayaba.

Un cibo semplice per vivere delle ricchezza di questo territorio che ci accoglie con il suo popolo gentile, sorridente, allegro e onesto.

E poi? Beh … visto che siete là, vi aspetta una bella camminata (dopo quello che avrete mangiato e bevuto … ) nell’immenso e affascinante parco de Tamadaba; seguite la strada principale, scendendo verso nord, lasciandovi il paese alle spalle, incontrerete una rotonda, attraversatela, imboccate la strada che lascia sulla destra una gasolina (benzinaio) e il cimitero, dunque andate sempre dritto. Al primo spiazzo parcheggiate e …. camminate (si può percorrere l’intero percorso, anziché entrando nei vari sentieri del bosco, anche in automobile, ma a mio avviso è …. disonorevole 😉 se non siete necessitati!) . Di questa gita mi occuperò in un altro articolo!

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