Antonio| 13/01/2018

La notizia è del 9 gennaio 2019, ma ho aspettato un attimo per condividerla; sarà che come italiano all’estero ero rimasto scioccato dalla notizia e incredulo al fatto che le autorità italiane non fossero state in grado di fermare questa persona sospettata di essere il numero due del clan napoletano dei Mariaglianesi.

Questo quarantenne, tenuto conto che ancora non vi è stato un processo non condividerò il nome e la foto, le cui iniziali sono A.F., era scappato, secondo quanto riporta il quotidiano dell’isola La Provincia , durante una retata della polizia e ha fatto perdere le proprie tracce ed è riuscito, sembra totalmente da solo, a prendere un volo, attraversare l’Oceano e ad arrivare alle Canarie, per essere precisi a Puerto Mogan,il salotto buono del turismo straniero più benestante, trovando persino un lavoro; qui, solo la perizia della Policia Nacional spagnola ha permesso l’arresto di questo pericoloso latitante ricercato dalle autorità italiane.

Sembra che l’uomo appartenga alla camorra (la criminalità organizzata partenopea, la mafia infatti è collegata alla Sicilia, mentre la Ndrangheta alla Calabria) e sia, almeno a detta della polizia italiana, un delinquente di una pericolosità media con un curriculum “di tutto rispetto”: possesso di armi, vendita di droga, estorsione, aggressione, lotta con altri clan … .

L’arresto è avvenuto il primo di gennaio, un dispiegamento eccezionale di polizia ha permesso l’immediato arresto in totale sicurezza e senza sparare un solo colpo; l’uomo è stato poi portato immediatamente a disposizione dei giudici che gli hanno contestato le varie accuse.

policia nacionalLa notizia ha fatto molto scalpore sull’isola, nei commenti in internet e tra la gente, va da sé che tutta la faccenda è stata immediatamente collegata con i precedenti arresti nel 2011 di alcuni esponenti del clan Nuvoletta, ma soprattutto ciò è stato ahimè messo in relazione all’aumento, negli ultimi anni, degli italiani presenti sull’isola, praticamente raddoppiati e passati dalle circa 20.000 unità alle attuali 45.000.

Personalmente ho una riflessione: come è possibile che un uomo sospettato dalle autorità italiane di tali e gravi crimini sia riuscito, dopo essere sfuggito a un arresto, a prendere un aereo, imbarcarsi  e trovare persino lavoro nella ristorazione, pare senza che le autorità italiane si accorgessero di niente?

Come in un altro caso, quello di Igor il Russo, le forze dell’ordine spagnole hanno dimostrato di saper svolgere un ottimo lavoro: le forze dell’ordine spagnole appaiono dunque determinate, preparate, operando con efficacia riportano la giustizia, alcune volte anche con il sacrificio estremo, un mio sentito grazie dunque alle donne e agli uomini in divisa delle Canarie.

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