Antonio| 04/09/2018
Pubblico con piacere il comunicato stampa dell’APICE (Associazione Pensionati Italiani e Connazionali Estero) perché stando qui alle Canarie ho visto quanto il suo Presidente, sig. Giuseppe Bucceri, sia attivo in vari progetti e iniziative importanti, rilevanti e anche a scopo benefico e di stampo completamente umanitario.

apice

L’associazione, per chi non lo sapesse, oltre che offrire servizi gratuiti per i pensionati iscritti (una sciocchezza annuale di 20 euro se non sbaglio), interagisce anche con le autorità locali, con molti esercizi commerciali, crea occasioni di incontro e conoscenza, gite e gestisce varie attività ludiche, e non solo, rivolte agli italiani e non solo.

Vi assicuro che questa associazione è da seguire con attenzione e personalmente vi consiglio di iscrivervi, non soltanto per i vantaggi (reali) che ne potete trarre, anche per sostenere i progetti di una squadra che di iniziative ne ha svolte e sono sicuro ne svolgerà tante altre che ora non voglio annunciare, aspetto infatti che sia la medesima associazione a farlo, ma chi segue la pagina FB dell’associazione sa a cosa mi riferisco.

Con questa mia presentazione, vorrei informarvi che l’associazione in passato si è anche preoccupata di azioni di solidarietà, arrivando a dare degna sepoltura a un nostro connazionale, senza neanche averlo mai conosciuto.

Per la stima che nutro verso il Presidente, verso l’associazione e le iniziative, vi condivido questo comunicato stampa arrivatomi giorni or sono, chiedo scusa a tutti del ritardo.

Mi sono permesso di sottolineare in rosso le parti che, almeno io tengo essenziali:

ADEGUAMENTO PENSIONI E STIPENDI

Un’altra battaglia dell’A.P.I.C.E.

L’associazione A.P.I.C.E. (Associazione dei Pensionati Italiani e Connazionali all’Estero) sta dimostrando ancora una volta la sua attenzione per tutto quanto accade intorno al mondo dei pensionati e il suo Presidente, Giuseppe BUCCERI, ha manifestato la sua solerzia nel rigirare la notizia, non solo, ma anche di organizzare una serie di azioni che potranno portare ad ottenere miglioramenti economici per tutti i pensionati dello Stato.

Tutto questo a fronte di una spesa minima che non dovrebbe intaccare in modo significativo la pensione del ricorrente. Questo perché ci si augura che i pensionati interessati, tutti, vogliano partecipare a tale azione contro l’INPS.

L’importanza del “tutti” non va sottovalutata: più siamo meno costa il ricorso, più siamo più possiamo la voce grossa e avere, in conseguenza, maggiori possibilità di successo.

E se dovesse andare male? (voce di pessimista). Beh! Ci abbiamo provato e la perdita e praticamente trascurabile (una o al massimo due cene in meno con la famiglia).

Naturalmente, in queste avventure ci si imbarca con materiale di qualità, cioè con tutta una serie di documentazioni che possano dare forza alla nostra tesi.

Ma in breve, andiamo a spiegare cosa è successo!

Il dottor Davide DALL’AGATA, anch’egli pensionato e ricorrente (ex INPDAP) è il personaggio di riferimento come punto di contatto tra l’avvocato Michela SCAFETTA e l’associazione APICE, nella persona del suo Presidente Giuseppe BUCCERI.

Il dottor Dall’Agata, in un recente incontro con l’avvocato Scafetta, dopo attento esame della questione, ha inviato al Presidente Bucceri il seguente comunicato.

La Corte dei Conti della Puglia, con una recente sentenza (n. 53/2018), ha stabilito: il diritto dei ricorrenti all’ adeguamento della pensione, con collegamento al trattamento stipendiale dei dipendenti di pari anzianità, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria”.

In praticaè stata sancita, per “i pubblici dipendenti la necessità di uno speciale adeguamento del trattamento di quiescenza, in relazione ad una dinamica salariale del personale in servizio che venga a discostarsi in misura notevole dai valori economici precedentemente attribuiti e sui quali veniva calcolato il trattamento di quiescenza”.

In parole semplici, con l’aiuto di un esempio, la faccenda è questa: prendiamo un dipendente pubblico (di qualsiasi tipo, militare, civile, statale, enti locali, sanità ecc) che è andato in pensione nel 2014, il suo stipendio era di 1.500 euro al mese. Oggi lo stipendio del pari qualifica ancora in servizio è di 1.700 euro. Ecco che chi va in pensione oggi, si vede la pensione calcolata sui 1.700 anziché 1.500. La Corte dei Conti ha stabilito il diritto del “vecchio” pensionato al ricalcolo della pensione sui 1.700 euro.

Questo vale per tutti i tipi di pensionati pubblici, retributivi, misti, contributivi, di inabilità, ecc. ed ovunque residenti in Italia o nel mondo, purché questi siano iscritti negli elenchi dell’A.I.R.E. (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero). In considerazione dei tempi necessari per le adesioni e la trattazione della causa, consigliamo di partecipare a tutti coloro che sono andati in pensione prima del 30 giugno 2018.
La procedura è molto semplice: l’attore in giudizio sarà APICE, rappresentato dal Presidente Giuseppe Bucceri, in vece di tutti i ricorrenti. La burocrazia è ridotta al minimo.
Con lo studio legale Scafetta è stato pattuito un costo di assoluto favore, pari ad 80 euro a ricorrente, se il numero degli stessi raggiungerà le 250 unità. In caso diverso, ci si riserva di informare tutti gli aderenti e di valutare la miglior soluzione alternativa (l’annullamento del ricorso stesso o la restituzione integrale degli importi già pagati o, ancora, l’incremento di poche decine di euro procapite per la prosecuzione dell’azione legale, o qualsivoglia altra soluzione che potrebbe scaturire nel corso d’opera).
Non vi è, al momento, una scadenza temporale delle adesioni, ma non appena si raggiungerà il numero di 250, il ricorso verrà presentato.
Riassumendo, le azioni da effettuare sono:
1)   effettuare un bonifico di 80 euro sul conto APICE con IBAN:

A.P.I.C.E. Asoc. Pensionistas Italianos Y Compatriotas en el Extranjero

BANCO–SABADELL

IBAN:                           ES80 0081 0402 9800 0195 8806

BIC/SWIFT:               BSABESBB

mettendo in causale “Nome, Cognome, ricorso adeguamento”;
2)   inviare e-mail all’indirizzo “ricorsoadeguamento.exinpdap@gmail.com” con i propri dati anagrafici, la copia del bonifico e fotocopia carta identità e/o passaporto;
3)   attendere la ricezione, via mail, della richiesta da inviare ad INPS e del mandato per essere rappresentati dall’associazione APICE;
4)   non appena INPS risponde, inviare alla medesima mail
a.   scansione della richiesta inviata e firmata;
b.   risposta di INPS;
c.   c) mandato di rappresentanza APICE.
Qualora dopo 60 giorni dall’invio della richiesta a INPS non si avrà ricevuto alcuna risposta, inviare a) e c), indicando che non vi è stata alcuna risposta da parte dell’INPS. La richiesta ad INPS può essere inviata tramite portale, servizio “INPS risponde”, pec, raccomandata A/R, di persona con firma e timbro dell’impiegato ricevente per ricevuta.
Alla luce di quanto sopra, appare evidente l’importanza di aderire a questa iniziativa. Vogliamo solo difendere i nostri diritti e reclamare ciò che, per legge, è nostro. Il Presidente Bucceri si espone in prima persona per noi tutti interessati a questo ricorso rappresentandoci. Pensate per un attimo la differenza di impatto che può avere il nostro rappresentante, davanti a un giudice, se dovesse difendere il diritto di poche persone e che altro effetto potrebbe avere se potesse fornire un elenco di centinaia di persone. Qualsiasi giudice farebbe molta più attenzione al suo operato e, davanti a quanto stabilito dalla citata sentenza (53/2018) della Corte dei Conti della Puglia, ci sono veramente buone possibilità di avere successo.

D’altronde chi non conosce il proverbio che l’unione fa la forza? Quindi, cari amici, forza e coraggio, saremo pure pensionati, ma non siamo ancora da buttare, uniti abbiamo una forza che potrebbe essere molto importante. Uniti potremo cambiare molte cose che non vanno ed avere una vita più serena e di maggiore soddisfazione.

San Bartolome de Tirajana, 22 agosto 2018

Stefano DOTTORI – Ufficio Stampa APICE

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