21/05/2017

L’anno scorso mi sono occupato dell’utilizzo a scopo residenziale del proprio appartamento, potete leggere le conclusioni in questo articolo oppure in quest’altro, se situato in zona turistica (tali aree sono elencate da apposite leggi e definite “suelo turistico”).

alquiler-vivienda_100x100Il problema si era risolto individuando nel giorno 01/01/2017 una data spartiacque, prima della quale esisteva un condono per chi aveva richiesto la residenza, mentre chi acquistava o chiedeva la residenza dopo tale data non “avrebbe dovuto veder accettata” la domanda. Utilizzo il condizionale in quanto di fatto i municipi (ayuntamientos) non sempre hanno seguito le indicazioni del Gobierno de Canarias.

Ora si sta sviluppando un altro problema, sorto con la contestazione al decreto del Maggio 2015, portato davanti al Tribunal Supremo e accusato da alcuni di ledere la libertà personale. Possono i proprietari di casa affittare le proprie abitazioni ai turisti? 

La risposta è meno semplice di quello che si può credere, perché se anche un criterio di giustizia e libertà direbbe che non è giusto vietare la libertà d’impresa, tuttavia, vedendo la questione dal punto di vista delle autorità canarie, la casa affittata a turisti fa concorrenza agli interessi dei grandi gruppi alberghieri e tour operator che garantiscono assunzioni, pagamento di contributi e investimenti periodici per la rivalutazione delle aree turistiche.

Per questa ragione, che spero di avervi spiegato con chiarezza, senza schierarmi per nessuna delle due (o tre?) parti, il consigliere regionale per il Turismo, Isaac Castellano,  durante una conferenza stampa ha dichiarato che il Gobierno de Canarias è intenzionato a modernizzare la normativa, garantendo: l’accesso dei residenti alle case in affitto, la sostenibilità e la qualità del turismo, evitando infine una crescita disordinata di edifici sul territorio. Per questa ragione, dichiara il consigliere, il Gobierno de Canarias ha presentato lo scorso lunedì un disegno di legge che dovrebbe regolare l’affitto a turisti (alquiler vacacional) nell’arcipelago, limitando questa attività unicamente alle aree residenziali e vietandola dunque nelle aree turistiche.

Tutto chiaro dunque? Come vi dicevo: no, si, forse. Chiaramente è un gioco di parole, ma che rispetta la sostanza, si è vietato qualcosa chiudendo la porta, per poi, permettetemi la metafora, fare entrare la situazione dalla finestra: nella proposta governativa si ammette che Cabildos (i governi di ciascuna Provincia dell’arcipelago: Las Palmas e Santa Cruz de Tenerife) e i rispettivi municipi interessati possano fissare eccezioni a quanto stabilito.

Si sta prospettando una giungla normativa tra regole governative, regole dei rispettivi governi locali e municipali? La paura effettivamente c’è, ma la speranza dicono essere l’ultima a morire.

Intanto la proposta è stata fatta conoscere e in questi mesi verrà discussa, non solo, ma dovrà passare l’esame di differenti uffici dell’ Ejecutivo e del Consejo Consultivo, per essere forse approvata negli ultimi mesi del 2018.

Il Gobierno de Canarias ha già posto però una condizione, in caso di contenzioso, tra quanto stabilito dal Cabildo e i municipi, prevarrà, per una questione di gerarchia a livello urbanistico, quanto deciso dal Cabildo.

Qualora la legge vedesse la luce, la proposta è che chi affitta le case abbia sei mesi per mettersi in regola con la normativa; sempre nel disegno di legge si stabilisce che i proprietari di tre o più appartamenti saranno costretti ad assumere dipendenti, un telefono di contatto disponibile 24 ore per segnalare eventuali problemi  e alcuni strumenti obbligatori, allo stesso modo delle casas rurales .

Questa legge dovrà infine stabilire una volta per tutte se si autorizza l’attività di vivienda vacacional (appartamenti vacanza) nelle aree turistiche.

Rimarrebbero fuori da tale regola le cosiddette “isole verdi” (La Gomera, El Hierro, La Palma) dove non vi sarebbe alcun limite all’affitto.

Secondo le autorità canarie, attualmente il settore necessita di una regolamentazione in quanto questa anarchia porta danni economici, occupazionali, nonché di sicurezza, in quanto affitti e pernottamenti dovrebbero essere registrati alla stregua degli alberghi; a fronte di 31.975 appartamenti ad uso turistico, solamente 6.600 sono quelli autorizzati, gli altri, una volta approvato il disegno di legge, dovrebbero o adeguarsi o scomparire dalle piattaforme di affitto, pena una sanzione contro le medesime società che nel momento in cui propongo un affare sarebbero responsabili della correttezza delle informazioni e dello stato, da un punto di vista normativo, dell’appartamento.

Il Gobierno de Canarias ha poi proposto una squadra di 14 ispettori che lavorino sulla corretta applicazione della normativa una volta entrata in vigore, con la possibilità di comminare multe e cancellare eventualmente dal registro degli appartamenti (la cui registrazione è obbligatorio per essere in regola) coloro che non rispettassero le disposizioni.

Attendiamo, coscienti però del fatto che forse non vale la pena correre rischi e che la cosa migliore sia affidarsi ad esperti del settore. Nel caso vogliate correggere o integrare quanto ho scritto, scrivetemi pure, vi chiedo solo per piacere di indicarmi una fonte, darò spazio a tutti.

Fonte: La Provincia

 

 

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