Antonio| 20/05/2018

Mi sono già occupato di questo argomento, soprattutto riferendo le importanti parole del Console Onorario Italiano, proprio oggi è apparso un equilibrato e preciso articolo su ElDiario.es dove si affronta sostanzialmente il notevole incremento di cittadini italiani nell’arcipelago e le cause di questo fenomeno, grazie anche all’analisi dell’avv. Mattia Petosa.consolato.png

Siamo ormai a 45.405 cittadini italiani residenti alle Canarie, (empadronados) nei differenti municipi (ayuntamientos).

Qual è l’identikit degli italiani alle Canarie? Innanzitutto i pensionati; ci sono poi i piccoli imprenditori attirati dalle agevolazioni; lavoratori dipendenti presso strutture alberghiere, attività industriali o società di servizi come quelle per il trasporto di merci; infine vi sono giovani (tra i 18-44 anni) che provano a rifarsi una vita, magari con famiglia al seguito.

Ma cosa apprezzano delle Canarie gli italiani? La risposta è complessa: sembra che la fiscalità favorevole sia al primo posto, poi la sicurezza, un clima piacevole e costantemente primaverile, ad eccezione di alcuni picchi, e il costo della vita.

Partiamo dal primo punto: le tasse, questo muove soprattutto piccoli e medi imprenditori che trovano negli aiuti che offre la RIC (Reserva para Inversiones de Canarias) e la ZEC (Zona Especial Canaria) un luogo per sviluppare imprese in condizioni favorevoli. Alle Canarie vi è anche una “flat tax” che riguarda gli autonomi i quali non pagano su quanto fatturato, o peggio su quanto imposto dagli studi di settore, ma appunto una tassa più bassa, già precisata all’inizio, e che quindi diventa particolarmente favorevole allo sviluppo di piccole attività come negozi e attività artigianali.

Agli imprenditori si sommano i pensionati che una volta acquistata la residenza alle Canarie, dopo 180 giorni di domicilio alle Canarie, possono richiedere anche la residenza fiscale nell’arcipelago e quindi di ricevere la pensione al lordo  (sempre che non siano pensionati INPDAD, n.d.a.) per pagare le tasse alle Canarie che comunque non raggiungono gli alti scaglioni italiani.

A tutto questo si deve sommare che la benzina, il riscaldamento, il cibo, il vestiario, rappresentano un costo minore se non addirittura assente, si pensi al caso della spesa per il riscaldamento, che per chi vive in zone a clima continentale può rappresentare una spesa importante.

Veniamo ai contro. Proprio a causa di questa “invasione” pacifica,  i prezzi degli affitti, seguendo la Legge della domanda/offerta, sono aumentati notevolmente (come succede anche in Italia, ammette il giornalista canario), questo però porta gli italiani ad acquistare casa o per viverci o per metterla in affitto. Ormai siamo a una situazione per cui gli stranieri proprietari di casa sono più del 30% dei proprietari di casa, secondo il Colegio de Registradores.

Si è andato creando anche il fenomeno della Vivienda Vacacional, ossia di case sfruttate per affitti ai turisti, che sta diventando un fenomeno serio che mette in crisi il mercato degli affitti, gonfiando i prezzi degli affitti residenziali, eccessivamente rispetto agli stipendi. Nell’articolo si dice che presto si dovrà porre mano a questo fenomeno e sono convinto che con le elezioni del Gobierno de Canarias sicuramente vedremo delle novità di rottura rispetto al passato, in quanto i cittadini canari chiedono semplicemente di poter vivere nella propria terra.

In tutta questa difficile situazione, avverte l’avvocato italiano residente a Las Palmas de Gran Canaria, Mattia Petosa, ci sono pagine web e account in Facebook che si occupano di vendere ad italiani, desiderosi di cambiare vita, l’idea che le Canarie siano un paradiso con una economia in piena espansione e senza problemi sociali o lavorativi.

Se sicuramente le Canarie sono un paradiso da un punto di vista naturalistico, tuttavia la situazione economica e lavorativa è assai complessa, piena di contraddizioni, difficoltà e complessità (brevi contratti che seguono i picchi negli arrivi dei turisti, paghe basse, un mercato saturo, affitti cari, una disoccupazione più che doppia rispetto a quella italiana, … ). Ecco che per tutte queste ragioni, una volta trasferiti, non è detto che per tutti ci sia un “vero paradiso”. Secondo quanto dichiara l’avvocato a ElDiarios.es, ciò che si racconta nelle pagine web, a volte non corrisponde alla realtà e crea quindi aspettative eccessivamente alte rispetto a ciò che la gente incontra poi sull’isola. L’avvocato parla anche di vere e proprie truffe, soldi anticipati per affari che poi non si sono concretizzati, informazioni che non riflettono il vero costo della vita sull’isola, dove “con 500 euro non si vive!”.

L’articolo si conclude con un’analisi sulla città di Las Palmas, dove la comunità italiana ha raggiunto le 2.921 persone, diventando così la comunità straniera più numerosa; il problema, sottolinea l’avvocato, è che spesso ci si concentra sull’aprire attività legate al turismo, magari in un mercato già saturo e quindi finendo per chiudere in tempi brevi, perdendo soldi e investimenti. Il giurista consiglia quindi agli investitori di rivolgersi ad esperti del mercato perché dopo uno studio specifico possano dare risposte precise sulle probabilità di successo o insuccesso o i campi dove investire e dove poter aver successo. Quali i settori ancora disponibili? Marketing on-line, pagine web, cinema e anche servizi turistici purché innovativi o di alto livello. Per ulteriori informazioni e consigli in ambito giuridico e fiscale, potete visitare ITACA LEGALE

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