spread17 Maggio 2018

Sta ritornando in voga, da alcuni giorni, parlare di spread, che è un termine inglese traducibile con “scostamento”, “differenziale”, “allargamento”, è rappresentato con un numero assoluto, in centinaia, ma cos’è?

Prima di occuparmi di riflessioni politiche e delle affermazioni, alcune a mio avviso molto retoriche, di personaggi politici anche celebri, vorrei cercare d’aiutarvi a capire cos’è lo spread.

Lo spread è la differenza tra il tasso di interesse applicato ai buoni del Tesoro italiani e il tasso di interesse applicato ai buoni del Tesoro tedeschi o  bund, il tutto moltiplicato per 100.

Ma cos’è un buono del tesoro? Non è niente altro che un’emissione di un documento che rappresenta l’attestazione che siamo creditori (abbiamo dato soldi) al Ministero del Tesoro che dovrà restituirceli con un qualcosina in più … quel qualcosina rappresenta logicamente il costo del prestito che è frutto di una moltiplicazione con una percentuale stabilita dal mercato, il “tasso di interesse”. Ma come stabilisce il mercato questo tasso? semplificando, risponde essenzialmente alla Legge della domanda e dell’offerta, dove c’è tanta domanda di denaro e poca offerta, pochi che sono disposti a prestarti il denaro, il prezzo del denaro ossia il tasso di interesse aumenta, nel caso che uno sia un debitore fidato e in cui riporre la propria fiducia che possa restituire il denaro, allora i tassi di interesse diminuiscono.

Perché uno Stato emette buoni del Tesoro? Uno Stato emette buoni del tesoro per finanziare le proprie spese non solo grazie alle tasse.

Ma è proprio tutta matematica stringente? No, chi presta denaro è uno speculatore, per cui tende a incrementare il profitto, magari giocando su molti fattori. Lo fa per una questione di “complotto”? No, neppure, semplicemente fa il proprio dovere e ricerca il massimo profitto ottenibile.

Lo spread dunque è un termometro della fiducia che un gruppo di investitori dimostra nei buoni del tesoro italiani, più questo valore sale, più significa che hanno poca fiducia, più cala, più hanno fiducia.

Insomma, direte voi: e chi se ne frega, per dirla elegantemente: ma che si friggano con la loro fiducia … beh, non è proprio così. Se aumenta il tasso di interesse per i buoni del tesoro, aumenta anche l’esborso che lo Stato dovrà affrontare quando questi buoni saranno da pagare, questo significherà un aggravio per le casse dello Stato che quindi avrà meno soldi per i servizi pubblici (scuole, sanità, pensioni) ma anche meno soldi per politiche di sostegno alle imprese.

Bisogna divinizzare lo spread? Neanche. A breve termine non è un indicatore risolutore e chiarificatore di una certa situazione, ma a medio o lungo termine può diventare un dato preoccupante a cui porre la propria attenzione.

Quindi riassumendo, non scomoderei patrioti, amici e nemici della patria, forze del male contro forze del bene, siamo di fronte a un termometro e, permettetemi il paragone, sarebbe come se dopo giornata piovosa, ci fossimo bagnati: sicuramente, alla fine della giornata qualche linea di febbre, ci sta, pretendere di non andare a lavorare all’indomani per un leggere raffreddamento sarebbe esagerato, ma se il termometro continuasse a segnare una temperatura corporea eccessiva, sarebbe bene preoccuparsi eccome. Fregarsene dello spread è come fregarsene della forza di gravità o dell’influenza, ci pensano gli effetti a farcelo ricordare …

Per ritornare alla politica, a quella economica, mi chiedo come si possa pensare di costruire una crescita su un aggravio del debito, credendo che ci siano finanziatori, che in ultima analisi guardano al proprio profitto, che ci foraggino di denaro senza aspettarsi molto in cambio. O magari che si possa addirittura dire a questi acquirenti del debito pubblico italiano: “dammi altri soldi, ma ricordati che i debiti contratti prima non te li pago”, come sembra ci fosse scritto nella prima bozza del programma di governo.

Forse alcuni politici, prima di vedere complotti, dovrebbe ragionare secondo un minimo di logica da ragionieri: due colonne, quella del dare e dell’avere, scenari certi e scenari opinabili/probabili ma non certi, il massimo profitto o gioco dello speculatore, … credo aiuterebbe.

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