turismo 3Antonio| 06/05/2018

Con questo blog mi sono proposto di parlarvi della vita alle Canarie, con schiettezza e verità, fotografando tutte quelle realtà e movimenti che nascono giorno dopo giorno.

Sabato prossimo, il giorno 12 maggio 2018, alle ore 11.00 e sino alle ore 14.00, ci sarà una marcia che partirà dalla Plaza del Poeta Saulo Torón e arriverà a Playa de Las Canteras. Non so dirvi quanto successo riscuoterà, molti giornalisti sostengono che i movimenti nazionalisti non riscuotono molto interesse tra i canari, comunque un malessere c’è e quindi ritengono giusto segnalarlo e raccontarvelo perché voi possiate capire da cosa nasce e quali siano le richieste di questa manifestazione.

Perché scenderanno in strada queste persone? Molto è spiegato nel titolo: “si echan a tu gente a la calle, tomala” tradotto: se sbattono il tuo popolo (fuori dalla propria casa) in strada, scendi in strada (tomala letteralmente è “prendila”); il sottotitolo fuga ogni dubbio: contro la turistificazione e la gentrificazione della città.

turismo 1Con il concetto di “turistificazione” ci si riferisce a quel processo che trasforma intere zone residenziali in zone atte a ricevere turisti e in cui ogni attività sia finalizzata a loro, snaturando però in questo modo la funzione di interi quartieri; con il concetto di “gentrificazione” si intende il processo che vede le fasce più vulnerabili della società allontanate dai quartieri del centro o turisticamente di valore, per mettere sul mercato immobiliario le unità immobiliari a fini turistici.

Cosa voglio dire? vi faccio un esempio: alla fine del contratto d’affitto una donna vede triplicato l’affitto richiesto, prezzo non pagabile da un lavoratore canario, che così è costretto ad abbandonare l’immobile che viene poi inserito dal proprietario nel mercato degli affitti settimanali o mensili a fini turistici. La domanda, che una parte della società canaria si sta facendo, è: chi riceve benefici da questo fenomeno? o meglio: in quanti ricevono benefici?

Da alcuni anni si sta assistendo dunque a questo fenomeno: quartieri da residenziali diventano turistici, con un continuo via vai di turisti e valigie, contemporaneamente, dopo ai residenti, anche i professionisti come dottori, avvocati, dentisti, commercialisti, architetti, sono costretti ad abbandonare i propri studi per lo stesso discorso di aumento prezzi.

I canari sono diventati ostili al turismo? No, assolutamente no, il discorso qui è differente, in quanto è proprio uno stravolgimento di interi quartieri e della vita delle persone che, dopo aver vissuto per decenni in una zona, si vedono esclusi dalla propria terra a causa di giochi economici di speculatori che hanno un unico obiettivo: il massimo profitto; praticamente qui stiamo sostituendo una buona parte della popolazione residente con stranieri che hanno un potere acquisitivo maggiore; personalmente mi e vi chiedo se questo sia giusto da un punto di vista sociale.

Praticamente, il paragone è forte, non siamo di fronte a una specie di pulizia etnica operata con la forza del denaro, anziché con la forza delle armi? Una silenziosa, meticolosa e spietata opera di sostituzione per far ottenere sempre maggiore profitto a pochi, magari già benestanti, a danno di molti canari?

turismo 2.jpgInteri quartieri, quelli vicini a Playa de Las Canteras stanno venendo venduti agli stranieri o svuotati dei suoi abitanti per essere trasformati in “viviendas vacacional”, appartamenti per vacanze. Non voglio dire che sia un processo nuovo, il problema non è certamente nuovo, ha già colpito città come Firenze, Roma, Venezia, oppure in zone turistiche come le Cinque Terre in Liguria.

Ma allora perché questi due processi, quello di turistificazione e gentrificazione, avvengono? Il vantaggio economico per chi detiene gli immobili è palese, appartamenti che prima rendevano 500-700 euro, ora possono arrivare a 1500, anche a 3000-3200 euro, dipende dalla zona e dalle dimensioni; il vantaggio per l’economia coinvolge le agenzie immobiliari, ma anche le tasse riscosse dai Comuni (IBI) e dallo stato centrale; si aggiunga la nascita di tutto un tessuto economico: ristoranti, pizzerie, locali, negozi, … .

Rimane il concetto di giustizia sociale, di rispetto di un popolo e delle sue tradizioni, del vero volto di interi quartieri che vengono sì ammodernati, ma anche trasformati con una immagina di “Disneyland” che non è reale.

Cosa può accadere? Tra un anno, maggio del 2019 ci saranno le Elecciones Autonomicas, per l’elezione del Gobierno de Canarias, il pericolo che si scelgano partiti radicali e nazionalisti c’è, cosa possa accadere poi non lo so. Certo che non si può credere che un popolo, per quanto pacifico, si lasci invadere da capitali o gestire da persone che in nome del profitto li sradica, li porta a dover abbandonare quartieri in cui sono cresciuti. Si aggiungano gli strascichi della crisi economica, una disoccupazione ancora stabilmente sopra il 20%, contratti a tempo determinato e con stipendi sotto la media europea, il prossimo maggio si potrebbero avere situazioni che ora non si riesce nemmeno a immaginare. Cosa fare allora? cercare già adesso di costruire tavoli di confronto, dialogo, compromessi. Ma questo è il lavoro dei politici, non il mio.

 

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