Antonio| 28/05/2017

draghi.jpgLa crisi economica del 2008 aveva messo in ginocchio tutto il mondo: in Spagna aveva fatto esplodere la bolla immobiliare con effetti catastrofici che ricordiamo e da cui la Spagna e soprattutto gli spagnoli si sono ripresi grazie a molta creatività, impegno, sacrifici e determinazione.

Ma cos’è la bolla immobiliare, in spagnolo burbuja inmobiliaria? Praticamente è un eccesso di crescita dei prezzi delle case accompagnata ad un ottimismo delle banche che prestavano i soldi a compratori e alle imprese per continuare a costruire edifici; spesso le banche prestavano più del valore dell’immobile a tassi bassissimi, magari per comprarsi auto o fare viaggi.

Con il rallentamento dell’economia si è prodotto un effetto a domino devastante: le persone persero il lavoro non riuscendo così a pagare le ipoteche, perdettero in ultima analisi soldi e casa; le banche si trovarono esposte per crediti inesigibili e le imprese chiusero perché non travorono altri compratori. Tutta questa situazione produsse una crisi da disoccupazione al 27%, persone in mezzo a una strada, imprese fallite, banche con immobili che avevano perso il 70% del valore pagato inizialmente.

Ancora oggi se ne vedono gli effetti, tant’è che comprare una casa in Spagna è conveniente, soprattutto se si investe in zone come le capitali e le zone turistiche di pregio, dove si assisterà a ri-allineamento rispetto ai valori pre-crisi.

Tenuto conto di tutto questo, il presidente della BCE (Banca Centrale Europea con sede a Francoforte sul Meno) dott. Mario Draghi ha voluto far sentire la sua voce in quanto ultimamente si assiste a un progressivo e sostenuto recupero del valore degli immobili, un aumento delle ipoteche stipulate per l’acquisto di immobili, soprattutto da parte degli spagnoli, segnale che l’economia ha ridato fiducia e credito nelle tasche dei consumatori.

Secondo questa fonte i maggiori esperti della BCE concordano sul fatto che non ci sono elementi che lascino intravedere una bolla immobiliare come la passata. Il massimo esponente della banca, il dott. Mario Draghi, durante un incontro avvenuto a Madrid   ha dichiarato che non si registrano squilibri né a livello dei prezzi degli immobili né un eccesso di prestiti ipotecari, al contrario sembra che il cambiamento avvenuto sia sostenuto semplicemente da un miglioramento costante dell’economia spagnola.

Per sostenere questa interpretazione, si fa notare che l’aumento nel numero di ipoteche nel 2007 si assestava attorno a un +12%, mentre ora si registrano crescite ben più limitate: +2.7%. Per quanto riguarda gli aumenti nel prezzo delle case per uso residenziale si registra un timido 3.8% a livello annuale.

Il dott. Mario Draghi segnala infine che le banche non stanno prestando denaro in eccesso né assumendo rischi non connessi all’attività creditizia, come invece era accaduto in passato. Secondo le ultime registrazioni, le banche continuano ad essere particolarmente prudenti nel prestare denaro, rimanendo al di sotto del valore commerciale dell’immobile. I fattori che hanno portato ad un aumento delle ipoteche sono essenzialmente legati al basso interesse richiesto in questo periodo di inflazione molto bassa. La BCE comunque continuerà a vigilare perché non si possa andare incontro a una seconda bolla immobiliare.

A chi criticava l’acquisto massiccio di debito pubblico e privato di enti europei da parte della BCE, il dott. Mario Draghi ha  risposto che la banca centrale gode di ottima salute, può permettersi di concedere finanziamenti necessari a sostenere la ripresa economica così da avviare un circolo virtuoso che porti all’aumento di lavoratori e del consumo.

Le giornate presso la Banca di Spagna si sono concluse con un consiglio del guardiano dell’euro alle banche: alleggerite le strutture per aumentare i profitti.