Antonio| 21/05/2017

Nei giorni scorsi ho scritto questo articolo relativo alla possibilità e ai limiti del richiedere la residenza alle Canarie.

Non vi nascondo che occuparmi di questo aspetto ha provocato reazioni scomposte di alcuni immobiliaristi italiani alle Canarie, ma mi sembra giusto continuare, perché, provenendo io stesso da una famiglia di commercianti, sono convinto che parlare dei differenti aspetti sia utile per fare un buon acquisto e, non necessariamente, sollevare un problema significa dissuadere qualcuno da un acquisto. Il commercio, come il matrimonio, è un accordo dove si deve essere felici in due e qualora qualcuno sia incerto è meglio che aspetti e chiarisca i dubbi, in quanto è vincolante il contratto che si firma, parlo di immobili, non di vita coniugale.

Ho ricevuto un messaggio sulla pagina facebook che trovate a questo indirizzo QuotidianoCanarie di un utente che ringrazio sia per le parole sia per gli spunti di ulteriori riflessioni; il signor R.P. mi scrive:

Scusa Antonio si potrebbe avere un approfondimento su quella legge che stanno approvando “la legge del suolo” credo si chiami cosi, dove si possono avere informazioni certe in quanto la ritengo di grandissima importanza, almeno a me pare da quello che tu hai detto su Facebook mi sembra molto restrittiva riguardo acquisti di appartamenti e credo controproducente per il turismo qui alle Canarie mi piacerebbe approfondire anche per consigliare nostri connazionali. Grazie ciao.

isole canarie italia.png

Ringrazio tutti voi che mi scrivete ponendo domande, ad alcune provo rispondere, ad altre sono inevitabilmente costretto a rimandare agli esperti del settore: avvocati, geometri, etc.
Oggi vorrei riflettere sul concetto di “danno” per il turismo. In realtà la legge che si sta accingendo ad approvare il parlamento canario è una legge che i canari sperano essere a tutela del turismo o per meglio dire di difesa dell’economia canaria. Non nascondiamocelo, all’incirca il 75% dell’economia canaria verte sul turismo, buona parte delle isole sono costituite da rilievi e quindi l’economia si sviluppa sulla costa, in brevi tratti di costa.

Ma quanto sono grandi le Canarie? Ecco a voi una mappa divertente che riporta le Canarie sopra alla Sicilia. Rendiamoci conto degli spazi in gioco e di come in poco spazio i politici canari debbano risolvere il problema di uno sviluppo costante e armonico dell’economia.
So che farebbe piacere a tutti dire: “Ho comprato, mi avete venduto l’immobile e con esso voglio scegliere l’uso che desidero: residenziale o turistico”. Giusto il ragionamento e fondato sul diritto stesso di scegliere l’uso di ciò che mi appartiene.

Ma signor R.P. si metta nei panni dei nostri amici canari, veri eredi di questa terra che ci ospita: se quel poco spazio vedesse gli alloggi ad uso turistico progressivamente  diventare a uso residenziale: dove andrebbe finire il turismo? Non neghiamocelo, il turismo ruota a Playa de Ingles attorno a due grandi punti: il centro commerciale Yumbo e le dune di Maspalomas, qualora tutti gli appartamenti finissero ( a prezzo oggigiorno conveniente) in mano a persone che bloccassero l’uso turistico, l’economia subirebbe un forte rallentamento, un blocco veramente devastante, le ricordo che attualmente la media di disoccupazione ruota tra il 20-30%, solo in poche zone si hanno medie del 12%, la media italiana di disoccupazione.

Una legge che limiti il progressivo uso residenziale di zone a forte valore turistico è fondamentale per l’economia canaria e per gli stessi turisti che così potranno scegliere di alloggiare nelle vicinanze delle dune.

Veniamo ora, gentile signor R.P., ai consigli: io amo queste isole, questa terra, questo popolo straordinario, per cui consiglierei a tutti di comprare, dico solo di informarsi e farlo secondo le leggi. Rendiamoci conto che un giorno potrebbe venire al pettine un altro grande problema: è diritto inalienabile avere immobili alle Canarie? No, io credo di no, ma la ragione è insita in quella immagine che lei vede, prima o poi i politici potrebbero essere chiamati a scrivere una Ley de la Residencia dove si dica chi può avere la residenza alle Canarie e a quali condizioni.
Proviamo a ragione: può una porzione tanto limitata di territorio non porre dei limiti all’utilizzo di suolo? e al suo tipo di utilizzo? Chiaramente no. L’alternativa potrebbe essere solo il blocco dell’economia turistica con un progressivo uso residenziale delle parti più pregiate delle isole, non a caso chiamate i gioielli della corona! Senza poi aggiungere il rischio di una progressiva cementificazione di tutta la costa, lei immagina che danno a livello ambientale potrebbe verificarsi da un continuo costruire edifici magari sotto la spinta di una domanda crescente di immobili.

L’equilibrio della biosfera qui alle Canarie è fragile, come in tutti gli ecosistemi, ma qui c’è un problema in più: lo spazio ridotto. La cartina è esemplificativa.
Le notizie di limiti sulla residenza potrebbero avere effetti sull’acquisto delle case in quella zona? Sì, certo. Ma quale alternativa lei vede? Questo è il dilemma.
Non ho risposte, ma ora come ora capisco le ragioni di questa legge tanto controversa e discussa.
Adesso io lascerei agli explotadores le zone turistiche e punterei sulle zone residenziali, minore guadagno nel caso di investimento (inversion) ma possibilità di residenza senza alcun limite.
Concludo con quello che ho risposto al gentile lettore: aspettiamo l’eventuale approvazione, ricordando che nel 2018 ci potrebbe essere un’altra revisione di aspetti legati al problema (come detto nel precedente articolo succitato), inoltre tra l’approvare e l’applicare, ci può essere un mare che qui alle Canarie è poi di dimensioni oceaniche.
Voglio dissuadere dal comprare? No, credo che comprare alle Canarie sia investire i soldi in un sogno, in un paradiso, in un pezzo di felicità e di pace. Lo consiglio a tutti, ma sapendo che il mercato è complesso e bisogna andare preparati. Magari parlando anche con immobiliaristi canari che a volte conoscono meglio la complessità del mercato.