Antonio| 01/05/2017

 

successo-negli-affariNel 2015 e nel 2016 il PIL spagnolo (PIB) è cresciuto più del 3% come media nazionale, alle Canarie ha quasi sfiorato il 4%, per quanto nel primo trimestre del 2017 l’INE, l’istituto nazionale di statistica spagnolo, ha confermato una crescita del PIL di circa il 3%, la situazione, fanno notare da vari organismi internazionali, potrebbe risentire del cambiamento delle condizioni estremamente favorevoli all’economia spagnola.

Ma quali sono queste condizioni? Le maggiori sono le seguenti:

  • la politica monetaria del BCE favorevole ai paesi dell’Europa meridionale
  • il basso prezzo del petrolio
  • il sostegno fiscale

i primi segnali negativi, secondo Barclays, potrebbero arrivare da una riduzione delle spese delle famiglie, dovuta a un minor aumento degli stipendi. La banca inglese sostiene dunque che la Spagna dovrebbe crescere meno del 3%, non arrivando a un 2,75% quest’anno.

Ma nubi si affacciano all’orizzonte e fanno temere che queste previsioni possano essere ottimistiche: politica nazionale (le tendenze indipendentistiche della Catalogna) e quella internazionale (elezioni in Francia e in Germania, guerra contro la Corea del Nord degli USA, Daesh) potrebbero provocare brutte sorprese, a questo bisogna anche aggiungere il rischio che escano dalle urne governi deboli, senza maggioranze forti e quindi incapaci di affermare una direzione chiara e tesa a ridurre il costo della macchina dello stato e il costo del lavoro e della produzione per le imprese.

Per adesso lo studio della Barclays si mantiene prudente e dunque assesta la crescita spagnola attorno a un 2,75, con un certo margine di oscillazione.

Fonte: El Economista