Antonio| 21/04/2017

fedi porta.pngI due parlamentari del PD eletti nelle circoscrizioni estero:  Fedi e Porta informano attraverso un comunicato stampa il sito http://www.aise.it che le detrazioni per carichi di famiglia si applicano anche a tutti i non residenti in Italia a condizione che i richiedenti attestino mediante una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. 28.12.2000, n. 445:

a) lo Stato nel quale risultano avere la residenza fiscale;

b) di aver prodotto in Italia almeno il 75 per cento del reddito complessivamente conseguito nel periodo d’imposta, assunto al lordo degli oneri deducibili e comprensivo dei redditi prodotti anche al di fuori dello Stato di residenza;

c) di non godere, nel Paese di residenza e in nessun altro Paese diverso da questo, di benefici fiscali analoghi a quelli richiesti nello Stato italiano;

d) i dati anagrafici ed il grado di parentela del familiare per il quale si intende fruire della detrazione di cui all’articolo 12 del citato TUIR, con l’indicazione del mese nel quale si sono verificate le condizioni richieste e del mese in cui le predette condizioni sono cessate;

e) che il familiare per il quale si chiede la detrazione possiede un reddito complessivo, al lordo degli oneri deducibili e comprensivo dei redditi prodotti anche fuori dello Stato di residenza, riferito all’intero periodo d’imposta, non superiore a 2.840,51 euro.

I due parlamentari del PD Fedi e Porta ricordano che “il decreto ministeriale sancisce che il richiedente è obbligato alla conservazione della seguente documentazione:

  • copia della dichiarazione dei redditi presentata nello Stato di residenza o negli Stati di produzione del reddito, relativa al periodo d’imposta per il quale sono state richieste le agevolazioni nel territorio dello Stato;
  • certificazione del datore di lavoro estero/sostituto d’imposta dalla quale risulti il reddito prodotto ed eventuali benefici fiscali fruiti; copia del bilancio relativo all’eventuale attività d’impresa svolta all’estero”.

Chi sono i familiari a carico?

Porta e Fedi sottolineano che “Sono considerati familiari fiscalmente a carico – ricordano i due deputati – i membri della famiglia che nel 2016 hanno posseduto un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili: il coniuge non legalmente ed effettivamente separato; i figli, compresi quelli naturali riconosciuti, gli adottivi, gli affidati e affiliati; altri familiari (genitori, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle) a condizione che siano conviventi o che ricevano dallo stesso un assegno alimentare non risultante da provvedimenti dell’autorità giudiziaria. L’ammontare della detrazione spettante non è fisso ma varia in funzione del reddito complessivo posseduto nel periodo d’imposta. In sostanza, sono state stabilite detrazioni di base (o teoriche), ma l’importo effettivo diminuisce man mano che aumenta il reddito, fino ad annullarsi quando il reddito complessivo arriva a 95.000 euro per le detrazioni dei figli e a 80.000 euro per quelle del coniuge e degli altri familiari”.

Quali gli importi da detrarsi?

“il contribuente può detrarre i seguenti importi: a) detrazione per coniuge non separato legalmente: fino ad un massimo di 800 euro; b) per i figli a carico è possibile beneficiare di una detrazione di 800 euro che aumenta a 900 euro in caso di figli di età inferiore ai 3 anni; per i contribuenti con più di 3 figli a carico la detrazione aumenta di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo. Nel caso di figlio portatore di handicap, – concludono – ai sensi dell’art. 3 della legge 104/92 è prevista una maggiorazione sula detrazione di 220 euro; c) per gli altri familiari a carico è ammessa la detrazione massimo di 750 euro all’anno”.

Fonte: AISE.IT