Antonio| 12/04/2017

maspalomas1Continuando a spulciare le notizie, continuo a trovare articoli relativi a questo argomento e, detta tra noi, se da una parte sono rassicuranti, dall’altra, sinceramente, sembra proprio che i politici vogliano ridurre la pressione del residenziale su suolo turistico.Sinora vi ho riportato articoli scritti su quotidiani spagnoli in lingua spagnola, ora vi proporrò un articolo scritto in lingua inglese, prima ve lo tradurrò, poi per trasparenza indicherò fonte e poi l’edizione integrale in inglese. Veniamo a quanto scrive questa fonte: The Canary News , l’incontro si è tenuto il giorno 6 aprile alle ore 9. Di quanto scritto dal sito su riportato non ho trovato conferma su altri siti che, pur riportando notizia dell’incontro, riferiscono altre riflessioni del vice presidente Pablo Rodríguez riguardo all’economia .

Veniamo ora all’articolo sulla testata giornalistica in inglese. Già dal titolo promette bene:

Gran Canaria wants to “relocate” residents out of tourist areas

Chiaramente il verbo “dare nuova sistemazione” è posto tra virgolette, ma già l’idea della volontà di, quanto meno, voler  incoraggiare questo trasferimento graduale e “volontario” fuori dall’area turistica.

Partiamo però dall’inizio: il Governo delle Isole Canarie lavora con il Cabildo de Gran Canaria e il municipio della zona sud di San Bartolomé de Tirajana (Playa de Ingles e Maspalomas, tanto per intenderci) per cercare di trovare modi per incoraggiare [to encourage ] i cittadini che risiedono nelle località turistiche per passare progressivamente ad altri luoghi, in modo da non mettere in pericolo il cuore dell’economia dell’isola.

Il vice presidente della comunità autonoma delle Isole Canarie, Pedro Rodríguez, intervenendo in un forum organizzato dalla quotidiano ”La Provincia” e ‘L’Opinión de Tenerife’, ha fatto alcune riflessioni riguardo al problema della progressiva e graduale conversione delle zone turistiche in aree residenziali.

Le autorità di Gran Canaria sono convinti che i turisti non vogliono questo tipo di convivenza (con i residenti n.d.r) e che l’uso residenziale di posti letto turistici provoca un degrado complessivo dell’intera area.

Il cuore della situazione e la notizia che deve far sobbalzare, a mio avviso, è proprio questa: sembra che le autorità politiche siano convinte, a ragione o a torto, che l’uso residenziale pregiudichi la qualità dell’area. Per assurdo si potrebbe pensare l’opposto, ma vedendola da un punto di vista economico, forse le autorità sono convinte che le grandi società che si occupano di turismo hanno in tasca quei soldi da sborsare e che permettono un continuo investimento e riforme periodiche di aree e strutture atte a ricevere il pubblico.

Rodríguez ha riconosciuto che è preoccupato di questo problema e ritiene che sia una delle sfide più complesse da affrontare presto nelle Canarie; ha concluso che inevitabilmente si andrà verso un compromesso tra i diritti di tutti i soggetti coinvolti : i proprietari e la loro volontà nell’utilizzo del bene, la legge ed infine il pubblico interesse. Cosi credo che si eviterà lo scontro e come dice lo stesso vicepresidente tutte le amministrazioni coinvolte saranno chiamate a cercare alternative interessanti che consentiranno lo spostamento di queste persone che ora risiedono nelle zone turistiche. Il consigliere ha sottolineato che le aree turistiche sono il cuore dell’economia delle isole Canarie e si intende difendere le isole da situazioni di “rischio”.

Credo di aver dato sufficienti elementi perché possiate farvi una vostra idea, per un po’ abbandonerò questo argomento.

 

The Government of the Canary Islands is working with the Cabildo de Gran Canaria and the Southern tourist zone town hall of San Bartolomé de Tirajana to try and find ways to encourage citizens residing in tourist resorts to progressively move to other places, so as not to endanger “the jewel of the crown” of the island’s economy.

Vice president of the Canary Islands’ autonomous community, Pedro Rodríguez , made this announcement in a forum organised by the Spanish language daily newspapers ” La Provincia” and “La Opinión de Tenerife”, when asked by audience members about the problem of the gradual conversion of tourist areas into residential areas.

The authorities on Gran Canaria reportedly believe that visitors and guests in these designated accommodations do not want this type of coexistence and that the residential use of tourist beds causes a degradation of the destination overall.

Rodríguez has acknowledged that he worries “enormously” about this problem and considers it to be one of the “most complex challenges to be faced” in the Canaries, although he has also pointed out that this is a situation that has long been going on and will require reconciling the rights of all those involved.

He pointed out that in cases when different sets of rights confront each other, such as property ownership, properties used by their owners and matters of the general interest, he has indicated that among all the administrations involved they will seek “attractive alternatives that allow the movement of these people who now reside in the tourist areas”.

The counselor has stressed that tourist areas are “the jewel in the crown” within the Canary Islands’ economy and should not be allowed to “put themselves at risk”, so “balance must be the key word” for the resolution of a conflict of interestes that affects approximately 70,000 residents throughout the Canarian archipelago.

Fonti ulteriori:

http://www.teldeactualidad.com/noticia/politica/2017/04/05/20942.html