Antonio| 06/04/2017

ryanairLa compagnia di voli irlandese ha da poco fatto sapere che potrebbe trovarsi nella condizione di sospendere i propri voli per il Regno Unito (e al suo interno) dentro alcune settimane, al massimo mesi.

Il problema è complesso, se il primo ministro inglese, Theresa May, non arrivasse ad un accordo con la UE, i voli finirebbero per essere sospesi per mancanza di un trattato bilaterale condiviso.

Ma sinora come funziona? Sinora c’era un Trattato denominato di “cieli aperti” e che permette alle varie compagnie aeree europee, come anche a quelle marocchine, islandesi e norvegesi, di operare liberamente nello spazio aereo dei paesi appartenenti all’UE.

La linea del governo britannico contro l’ingresso di stranieri sembra non facilitare un accordo nel senso auspicato dall’UE, il confronto potrebbe rallentare un nuovo accordo di libero spostamento tra cittadini di diversa nazionalità.

Il direttore finanziario della compagnia irlandese, Neil Sorahan, ha ammesso al The Guardian che la sospensione, magari temporanea, dei voli da Stansted, Londra e altri aeroporti inglesi, è una “possibilità reale”, soprattutto, aggiunge, qualora non si arrivasse a un accordo bilaterale politico che possa garantire l’attuale situazione così definita dei “cieli aperti”. Il direttore finanziario fa notare che attualmente la compagnia low cost concentra nel Regno Unito il 10% della sua flotta che inevitabilmente verrebbe spostata su altri paesi, come Italia, Spagna o Germania.

La richiesta che ora sembra salire dal vettore irlandese, nei giorni passati, era già stata avanzata da British Airways, Iberia, Vueling y Aer Lingus. Neil Sorahan ha anche ammesso che prima del referendum la compagnia aveva pensato di far crescere gli investimenti in UK un 15%, ma che dopo il referendum la percentuale a fatica arriva al 6%, a vantaggio di investimenti e crescita in altri paesi, dove le condizioni sono più certe; tra questi paesi vengono citati anche i paesi scandinavi, oltre alle classiche basi del vettore irlandese: in Germania, in Spagna e in Italia.

In che cosa consiste ora il problema? Il turismo britannico per le Canarie è importante, non è facile capire però l’impatto a livello economico per la Spagna e per l’arcipelago canario, sicuramente un effetto non positivo e che potrebbe causare danni economici anche ad altri paesi. Sembra proprio che la BREXIT sia stata una scommessa, un salto nel vuoto, un bluff che quando verrà scoperto potrebbe trascinare il Regno Unito in un baratro e provocare danni economici anche ad altri paesi.

Fonte: El Mundo