Antonio| 13/03/2017

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Com’è prevedibile, sono le regioni costiere ad attirare maggiormente i compratori stranieri residenti in Spagna. Nel 2016 in totale si sono realizzate 74.280 operazioni di compravendita nel settore immobiliare; il 62% degli acquisti sono stati realizzati tra Alicante, Malaga, Baleari e le due province canarie: quella di Las Palmas e quella  di Tenerife; le due grandi “capitali” spagnole, quella politica (Madrid) e quella economica (Barcellona), registrarono il 16,6% di investimenti immobiliari registrati nel 2016.
Secondo i dati del Ministerio de Foment nel 2016 si registrò un incremento del 15,1% nelle operazioni di compravendita rispetto all’anno precedente; tale incremento situa il risultato del 2016 come il miglior dato degli ultimi nove anni , bisogna infatti ritornare al 2007 per registrare un numero uguale di rogiti firmati per cittadini stranieri residenti in Spagna (87.204 compravendite). Il record di compravendite spetta all’anno 2006, quando si registrarono ben 106.370 vendite.

Sole e buon clima continuano ad essere le principali attrazioni per migliaia di stranieri residenti in Spagna. Tralasciando i dati delle differenti zone di Spagna, che potete leggere nella fonte riportata alla fine dell’articolo, alle Canarie si sono registrate ben 8.373 compravendite: Santa Cruz de Tenerife (4585) e Las Palmas con 3788.

Sembra che l’economia in Spagna stia riprendendo, non solo per gli incoraggianti dati relativi al PIL (+3.2% in media nel 2016), per i dati relativi all’incremento di occupati in ogni settore dell’economia, ma anche per questi confortanti dati relativi all’acquisto di immobili, perché? il ragionamento è semplice, l’acquisto di immobili rappresenta un importante volano per l’economia: mobili, mattonelle, tessuti … ma l’elenco dei prodotti, coinvolti in un secondo momento dall’acquisto di una casa, è veramente notevole, senza pensare a un introito notevole nell’immediato per le casse erariali e successivamente versamenti costanti annuali.

Non è difficile immaginare che presto si avvii un’altra bolla immobiliare che il governo spagnolo dovrà controllare meglio che nel primo decennio degli anni 2000.

Fonte: Idealista