Antonio| 27/02/2017

boIn poco meno di due giorni si sono sommate in Italia due strane indagini giornalistiche, entrambe a mio avviso pessime nello stile, discutibili dal punto di vista delle libertà individuali e della privacy, che vogliono prendere il posto della magistratura e delle indagini della polizia. Il maggior organo di informazione della comunità gay italiana gay.it definisce questi servizi : “un attacco politico”. Non so se sia vero, ma alcune cose effettivamente non convincono, io temo che non sia un attacco, credo che sia “solo” tanta bella disinformazione italiana o informazione, a mio avviso, priva di una deontologia precisa, aspetto abbastanza grave che indica una condizione del giornalismo alla mercé delle logiche di vendita copie e non di indagine della verità nel necessario rispetto di tutte le persone coinvolte. La penna e la scrittura non sono un arma, né mai lo dovrebbero essere.

La prima indagine è delle Iene, che a volte fanno servizi di forte impatto e ben diretti, ma questa volta fanno a mio avviso un servizio confuso, si vede già dal titolo dove si legge un punto interrogativo: “orge e prostituzione: Palazzo Chigi paga?”: chiaramente il punto interrogativo viene di fatto tolto da un servizio indegno a mio parere dell’appellativo di giornalistico e tanto meno di indagine giornalistica.

Veniamo alla linea delle Iene: Anddos è tra le associazioni che riceve soldi dall’UNAR Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, un ufficio del Consiglio dei Ministri che si occupa di combattere le discriminazioni, che vedeva alla propria testa l’avvocato dott. Spano. Il servizio inizia con battutine, degne da bullismo delle scuole medie, sul colore del cappotto dell’avvocato (arancione n.d.r.) e continua con alcune riprese tratte, a mio umile parere, violando la privacy delle persone, ma non sono un avvocato quindi potrei sbagliarmi, in un locale discoteca affiliato all’Anddos e dove le persone si incontrano in luoghi chiusi e protetti per fare anche sesso.

Riflessione: sino a qui personalmente incontro tanta morbosa curiosità, da buon liberale non entrerei mai nelle camere delle persone né mi occuperei di curiosare quello che fanno. Queste riprese basterebbero, a quanto si vede dal video, per mettere sotto forma di dubbio che questa discoteca rappresenti Anddos e che i 50 mila euro che avrebbero dovuto ricevere sarebbero serviti per finanziare simili serate. Ma quanti sono gli affiliati Anddos?

Telefonando al numero di Anddos, un numero con sede a Roma, mi risponde un ragazzo gentile, mi informa che gli affiliati all’associazione sono circa 205 mila, avete sentito bene! 205 mila. Non sono un giornalista professionista, tengo questo blog per passione, ma mi chiedo: come mai quelli delle Iene non hanno avuto questo interesse e questa prudenza prima di dirigere le loro telecamere in luoghi di associazioni private dove le persone pagano una tessera e un biglietto per entrare?

Come è tipico in Italia e come ho già analizzato in questo articolo, tutto nella italica terra deve dividersi tra rossi e neri, tra guerre di campanili, così si è avviata una guerra furibonda tra politici di ogni schieramento, a farne le spese il dott. Spano, a cui va il mio umano sostegno; non so chi abbia ragione, ma a mio avviso molto manca al servizio giornalistico delle iene, manca soprattutto una certa indagine seria e rispettosa delle persone. Se il responsabile dell’UNAR si fosse dovuto veramente dimettere, spettava dirlo alla magistratura, a mio avviso, e non  a una gogna mass-mediatica.

Qualcuno penserà che sto dimenticando una parte del discorso, a fare massaggi c’è chi si è proposto per prostituirsi, tralasciando che in Spagna la prostituzione è legale, è illegale infatti lo sfruttamento, non credo che questo vada a mettere in crisi il ragionamento iniziale: Anddos vede 205.000 iscritti e affiliati, possiamo ipotizzare che possa chiedere soldi per progetti di lotta all’omofobia e ottenerli, riuscendo a fare del bene? o quello che è stato ripreso in quel locale deve essere prova di un crimine? domanda: ma se ci fosse stato un crimine veramente, non sta a polizia e magistratura indagarlo? perché sinceramente non vedo grandi prove di questo supposto uso illecito di denaro pubblico.

A mio avviso questo pessimo modo di fare informazione non porta a nulla, se non a una possibile recrudescenza di omofobia e odio verso una intera comunità. Già, il problema è anche un discorso di rischio di generalizzazione: “la comunità gay”, quasi che prostituzione eterosessuale non esista. Personalmente in entrambi i casi, da liberale, sono per la filosofia del lasciar vivere.

Veniamo ora ai nostri lidi, alla bella Gran Canaria e al suo centro commerciale Yumbo, qui spesso si organizzano in alcuni locali serate a tema, ma qui, terra di accoglienza e rispetto, si pensa da buon liberale a regalare ai nostri amici e amiche della comunità LGBTQ delle belle giornate. Il centro commerciale Yumbo è inserito nella splendida cornice di playa de Ingles, vicinissimo alle splendide dune di Maspalomas. Il centro commerciale è una struttura imponente che accoglie il turismo LGBT con locali per un drink, locali con spettacoli di drag, ristoranti, pizzerie, locali con cucina di ogni parte del mondo. Nella parte superiore vi sono discoteche con dark room, locali per ogni tipologia di persona. Tutta questa offerta è arricchita dalla ospitalità e dal rispetto tipico di questa eccezionale isola che è Gran Canaria. Permettetemi di invitarvi a una bella vacanza a Gran Canaria.

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