Antonio| 20/02/2017

Questa mattina la Policia Nacional ha effettuato un’operazione contro la tratta degli esseri umani: vittime alcune donne nigeriane costrette a prostituirsi; l’operazione si è conclusa con la liberazione di due schiave del sesso, cinque arrestati in Spagna e due in Germania.

L’organizzazione aveva preso la propria base in un hotel a Las Palmas e costringeva giovani ragazze africane a prostituirsi per la notte, ma secondo gli investigatori le ragazze durante la giornata erano costrette a fare le pulizie delle stanze.

Tra i cinque arrestati in Spagna, quattro sono stati fermati a Las Palmas e uno a Bilbao; le ragazze venivano attirate dall’organizzazione in Spagna con false promesse di lavoro presso imprese per le pulizie nel settore alberghiero. Facendo leva sulla superstizione e l’ignoranza delle vittime, sottomettevano le giovani ragazze grazie a riti vudù alla volontà dei capi dell’organizzazione, riducendo così le donne a una completa sudditanza psicologica; contemporaneamente l’associazione si faceva carico di tutte le spese di viaggio, vitto e alloggio, per poi a destinazione  sfruttare sessualmente le ragazze così da ottenerne benefici economici.

Quando ormai le ragazze scoprivano l’orrido affare, era troppo tardi, l’associazione faceva leva sui rituali celebrati per spaventarle e ridurle all’obbedienza, terrorizzandole con la minaccia che potesse capitare qualcosa di male a loro o ai loro cari. La struttura alberghiera, dove erano ospitate le schiave dell’organizzazione, era gestita da un cittadino olandese, partner della responsabile dell’organizzazione, disarticolata oggi dalla polizia a Las Palmas.

Ma come entravano in Europa le ragazze? I canali erano soprattutto due: viaggiando dal proprio paese sino alla Turchia con voli prenotati grazie a documenti prodotti dalla stessa organizzazione, da qui procedevano via nave sino in Grecia; dalla Grecia, attraverso vari voli, attraverso vari paesi europei giungevano sino a Gran Canaria; un altro punto per entrare in Europa era anche la zona di Melilla. Sembra proprio che l’organizzazione potesse contare su contatti in molti paesi: Nigeria, Turchia, Grecia, Spagna, ma anche Niger, Marocco, Algeria, per cui si spera che le indagini possano assicurare altre persone alla giustizia.

Durante le perquisizioni, oltre agli arrestati e alle donne liberate, sono stati trovati 5000 euro in contanti, computer, numeri di telefono e vari supporti di memoria che attualmente la Policia sta valutando attentamente.

Concludo ricordando che dal 2013 è attiva una linea contro lo sfruttamento della prostituzione, la linea telefonica è 900.10.50.90, si può ricorrere anche all’indirizzo email trata@policia.es , questi contatti sono chiaramente rivolti alle vittime, ma anche a tutti i cittadini che vedessero qualcosa di sospetto, è possibile denunciare in modo anonimo e in via completamente confidenziale i crimini legati alla prostituzione.

Fonte: GranCanariaTV.com