Antonio| 15/02/2017

Sicuramente rispetto al presente è una notizia in linea con i nostri tempi, tuttavia preoccupa sapere che negli ultimi mesi sono stati arrestati tre supposti yihadisti, l’ultimo ieri, nel quartiere di Guanarteme.

terroristaL’uomo un marocchino trentenne aveva preso posizione rispetto al DAESH (il cosidetto stato islamico) e in rete, attraverso un mascheramento del numero IP, sosteneva apertamente la guerra santa, gli attacchi terroristici, condivideva foto e video di violenza inaudita. Le fonti riportano che dichiarava di accingersi a compiere un attentato di notevoli dimensioni e che avrebbe avuto grande risonanza a livello internazionale. Per questa ragione, sia i magistrati che i responsabili del CNI (il Centro Nacional de Inteligencia) hanno deciso di fermare e arrestare l’uomo.

Così hanno aspettato che l’uomo uscisse di casa ieri alle ore 8 per fermarlo, arrestarlo e condurlo nella propria abitazione, in cui sono stati subito ispezionati i locali, sequestrati i computer e tutti gli altri dispositivi atti a registrare file e informazioni. L’ispezione dei locali è durata per ben sei ore e si è conclusa verso le 14.05.

L’uomo, padre di famiglia, si era fatto ritrarre con moglie e figlio minore con una bandiera del DAESH alle spalle, differenti fonti che non lasciano dubbi sulla simpatia dell’uomo per questa organizzazione estremistica e violenta. Il marocchino era in Spagna da due anni e viveva  al quarto piano di un edificio situato nella calle Colombia, 39;  la posizione dell’immigrato, segnalano le fonti di stampa, era irregolare, ma nonostante questo era attivissimo in internet nella propaganda per lo stato islamico.

Il sospettato era riconoscibile in quanto adottava costumi che indicavano una ubbidienza rigorosa della legge coranica e i medesimi obblighi li imponeva anche alle persone a lui più vicine: moglie e famigliari.

Politici e responsabili della sicurezza invitano la popolazione alla cautela e all’attenzione, pur mantenendo la calma, in quanto sinora le forze dell’ordine, le agenzie per la sicurezza nazionale e i magistrati hanno dimostrato di intervenire rapidamente e con scopo preventivo, assicurando i sospetti terroristi ai carceri.

Fonte:

Fonte: La Provincia