Antonio| 14/02/2017

Thomas Cook.jpgLa notizia potrebbe far preoccupare gli operatori del settore turistico alle Canarie: il tour operator Thomas Cook ha dichiarato di voler sconsigliare ai propri clienti di recarsi alle Canarie e alle Baleari per protestare contro l’aumento dei prezzi degli hotel in questi due grandi e rinomati arcipelaghi; l’aumento dei prezzi del pernottamento è cresciuto alle Canarie di circa il 6%, mentre alle Baleari circa del 8%.

Potenzialmente l’isola che potrebbe essere più colpita da un’eventuale riduzione dell’ingresso di turisti inglese è Tenerife, ma questa ipotesi sembra non spaventare più di tanto Jorge Marichal, presidente dell’associazione degli albergatori di Tenerife, che pur riconoscendo l’importanza della catena di agenzie a marchio Thomas Cook, la seconda come importanza per il mercato tinerfeño, tuttavia si dice convinto che anche nella peggiore delle ipotesi si provvederà a sostituire questo operatore con un altro, i risultati per ora danno ragione al presidente, nell’ultimo trimestre si è assistito a un incremento intorno all’1% rispetto al medesimo periodo dell’anno passato.

Jorge Marichal avvisa l’operatore turistico inglese: gli hotel canari non intendono cedere al ricatto e dover rinunciare a parte dei ricavi per cederli all’azienda inglese con la speranza di ammorbidire la posizione dell’operatore turistico. Già in passato, si parla del 2010, di fronte all’eruzione di alcuni vulcani islandesi, l’operatore turistico aveva ottenuto che gli albergatori rinunciassero a circa il 5% dei guadagni per sostenere l’azienda inglese.

Fonte: DA