putin.jpgAntonio| 07/02/2017

A volte mi capita di scegliere notizie che non vorrei mai dare o commentare, Vladimir Putin ha depenalizzato in Russia la violenza domestica contro le donne, dietro il pagamento di una multa di 30.000 rubli, circa 400 euro, si potranno liberamente picchiare le mogli, magari perché ubriachi o nervosi. Rimane la condanna penale qualora le violenze siano gravi e portino a denunce ripetute nel tempo. Si può immagine che denunce ripetute non vi saranno, se non altro per la paura di trovarsi sotto il medesimo tetto con il denunciato. Sembra assurdo, ma spesso i difensori dei valori cristiani sembrano dimenticare proprio quegli aspetti che Gesù è venuto a portare sulla terra: la dignità di ogni persona, la lieta novella per i più deboli e i più fragili, la misericordia e la condanna della violenza dell’uomo sull’uomo. La cosa più triste che il presidente russo viene spesso citato da alcuni politici come difensore della civiltà occidentale e dei valori cristiani ed esempio di grande statista.

Come sono solito fare, vi condivido la fonte: El Economista

La notizia sta avendo reazioni da parte di molti, credo sia giusto dimostrare la fondatezza di questa postandovi differenti fonti: ANSA IL FATTO QUOTIDIANO IL SOLE 24 ORE

dopo aver inserito una agenzia di stampa, un giornale e un giornale economico, concludo con un giornale di centro destra: IL GIORNALE

Mi si dirà che per violenze ripetute e/o che richiedono cure all’ospedale la condanna penale rimane, mi chiedo solo se, dopo questo colpo di spugna, vi saranno ancora donne che avranno il coraggio di andare in ospedale o dopo aver taciuto la prima violenza andranno a denunciare la seconda o la terza, magari temendo le reazioni, la lentezza delle indagini o semplicemente le reazioni. Credo che sia giusto affermare un principio: nessuno ha il diritto di picchiare qualcun altro.