Antonio| 30/01/2017

starbucks.pngSembra che Mister Donald Trump abbia deciso di andare avanti senza ascoltare critiche e obiezioni che ormai provengono da ogni parte della società civile: intellettuali, esponenti politici, esponenti religiosi, economisti, semplici cittadini preoccupati di una decisione che vuole su un criterio di appartenenza a una determinata nazione evitare a qualcuno di entrare in America.

Già si sono fatte sentire molte voci: Apple, Google, Facebook, Tecla e ora anche Starbucks, la grande catena di caffetterie sparse in tutta l’America con filiali in tutto il mondo, quest’ultima è arrivata a promettere, direttamente in spagnolo, l’assunzione di 10.000 rifugiati in segno di solidarietà verso chi soffre.