Antonio| 26/01/2017

Sono contento di potervi presentare un’altra intervista che spero sia utile agli italiani che vogliono trasferirsi all’estero. Come redazione ci poniamo lo scopo di offrire un’informazione completa, neutrale e “cortese”; per raggiungere questo obiettivo, raccoglieremo con rispetto, ascolto e attenzione le differenti opinioni che incontreremo sul nostro cammino. Come già detto in un altro articolo siamo in attesa di ogni commento e ogni lettera alla redazione verrà pubblicata come contributo dei lettori. Ora cedo lo spazio al nostro ospite: il signor Giuseppe Bucceri, ideatore del gruppo Facebook “Pensionati uniti all’estero” che conta qualche migliaio di iscritti .

 

Ci permetta di iniziare questa intervista con una domanda un po’ privata, vuole raccontarci qualcosa di lei? Chi è Giuseppe Bucceri?

Sono nato a Messina e, dopo aver frequentato gli studi superiori, mi sono trasferito a Roma dove ho lavorato presso la Pubblica Amministrazione, precisamente nell’Arma dei Carabinieri, per molti anni fino alla pensione. Successivamente mi sono dedicato, per un certo periodo e per l’invito di un caro amico, alla politica: con una lista civica mi sono presentato nel 2014 alle elezioni amministrative di Roma. Dopo questa esperienza del tutto negativa e per motivi personali, ho deciso di abbandonare la politica e dedicarmi al sociale e ad altre attività attinenti, sempre in maniera gratuita.

 

Come molti pensionati lei ha deciso di vivere all’estero, qual è stata la ragione della sua scelta?

La ragione della mia scelta è molto semplice e duplice: la voglia di godermi la vecchiaia in un posto tranquillo e con un clima sicuramente favorevole e il desiderio di una vita dove la mattina non devo alzarmi e pensare di trovare da pagare una bolletta o altro, sempre e continuamente in aumento. Non voglio però illudere le persone come fanno alcune agenzie, certe tv o giornali nazionali che sbandierano la possibilità di vivere alle Canarie con poco più di 800 euro al mese: questo non e’ affatto vero!

Può spiegarci la motivazione di questa sua affermazione?

La ragione è presto detta: con l’avanzare dell’età, noi pensionati abbiamo bisogno sempre più di vivere in località dove vi sia la possibilità di raggiungere facilmente i servizi necessari: sanità, negozi, supermarket, questa necessità inevitabilmente comporta un aumento delle spese per esempio basti pensare al costo dell’affitto. Dico questo per fare riflettere e dare un’informazione corretta così da non creare facili illusioni, ritengo giusto, doveroso e onesto eliminare la diceria che alle Canarie si viva con poco.

 Lei è referente di un gruppo denominato  “Pensionati Uniti all’estero”, da cosa nasce questo progetto e in che modo si sta sviluppando?

Il Gruppo nasce il giorno in cui scopro che la mia pensione, diversamente da come mi era stato riferito, non è pagata al lordo, bensì, come Ex-Inpdap, al netto delle tasse in Italia (Irpef – Addizionale Comunale e Regionale), nonostante io sia un residente estero ed Iscritto all’A.I.R.E. [nota della redazione: l’intervistato fa riferimento al fatto che dipendenti e pensionati INPS non debbano più pagare tasse in Italia qualora prendano ufficialmente la residenza all’estero iscrivendosi all’AIRE, chiaramente dimostrando di vivere per più di 180 in un luogo]. Da qui nasce la mia prima battaglia per la defiscalizzazione anche per noi ex-INPDAP. Al mio progetto si affiancano il Dr. Giuseppe Daquanno, oggi nostro coordinatore in Bulgaria, l’ Ing. Eugenio Parise (coordinatore generale del Gruppo ) e molti altri che oggi sono referenti nei vari stati. Vorrei ricordare anche la nostra referente a Tenerife, Marinella Salvatori, che sebbene Pensionata INPS, ha aderito con entusiasmo ed ora fa parte dello staff. Abbiamo anche alcuni referenti in Italia tra i quali ricordo il Dr. Davide Dall’Agata (Ex Ufficiale ) responsabile dei Pensionati Militari.

Dopo la defiscalizzazione, la nuova sfida sarà la modifica della attuale gestione del Certificato di Esistenza in Vita.

 

Può spiegarci per piacere cos’è questo certificato?

Certo, con piacere, questo certificato è il documento che ogni pensionato riceve presso il proprio domicilio e che, dopo averlo compilato e fatto validare dalle autorità competenti, deve inviare alla CITIBANK ( n.d.r. la banca che gestisce l’appalto del pagamento delle pensioni all’estero per conto INPS ), presso una casella postale in Inghilterra per confermare di essere “ ancora in vita “. Oggi questa procedura avviene per posta ordinaria. Comprenderà che se il plico con i documenti viene smarrito o non consegnato, la mancata ricezione comporta la sospensione per alcuni mesi del pagamento della pensione!

Mi chiedo: come può fare un pensionato che vive con solo questa entrata ? Un pensionato che non ha parenti o che non sia completamente in grado di gestire una situazione traumatizzante come questa? Ora né CITI nè INPS informano il pensionato qualora non abbiano ricevuto il certificato e neppure prestano una concreta assistenza al malcapitato che spesso scopre in ritardo il problema, trovandosi “semplicemente” senza l’accredito della pensione. Ecco il motivo della nostra battaglia: proporre ed ottenere una procedura più semplice e comunque soluzioni meno “drammatiche” perché, credetemi, questo evento può essere un dramma.

 

Capisco quanto lei vuole sottolineare, sicuramente può essere un vero problema scoprire improvvisamente di non avere alcun sostentamento perché magari è andata persa la missiva. Può spiegarci per favore quali obiettivi vi proponete come associazione?

 Il nostro Gruppo si sta trasformando in associazione, non solo per i pensionati ma anche per tutti coloro che decidono di trasferirsi all’estero. Il compito sarà di continuare le battaglie, essere al fianco dei nostri connazionali nelle difficoltà burocratiche e sociali che incontreranno durante il loro trasferimento. Vorrei precisare che tutto questo sarà svolto in maniera gratuita ove possibile.

Sicuramente in questo modo diamo un’ottima notizia ai nostri connazionali. Quali consigli si sente di dare ai nostri lettori che, raggiunto il traguardo della pensione, sentono il desiderio di trasferirsi in un altro stato? 

Il consiglio che noi diamo a tutti è quello di fare innanzi tutto un giro esplorativo e rendersi conto di persona. Affidarsi a persone qualificate e non ad annunci su pagine internet, facebook o altri mezzi dove vengono pubblicizzati aiuti per disbrigo documenti o altro. Esistono molte persone che da me vengono definite “professionisti inventati ” i quali, sebbene non abbiano competenze , si fanno pagare più di coloro che svolgono questa attività per professione, in maniera ufficiale e trasparente, pagano regolarmente le tasse. Faccio un esempio: un rilascio del NIE ( una specie del nostro codice fiscale ) costa solo 11,00 € circa…..ricordiamoci questa cifra!!! Dopo aver stabilito la meta dei propri sogni, allora bisogna fare il passo più importante della propria vita….ma non prima e non all’avventura.

Noi come Associazione siamo a disposizione per chiarimenti e suggerimenti per quanto possibile con le nostre competenze e conoscenze. Fino ad oggi abbiamo raggiunto traguardi, direi, più che soddisfacenti proprio per la nostra organizzazione, professionalità e trasparenza che ci distinguono da altri gruppi. Il nostro è stato e continuerà ad essere uno strumento specializzato che si occupa solo delle problematiche dei pensionati e di coloro che si accingono a diventarlo e che scelgono liberamente di vivere una parte della loro vita all’estero.

 

La ringrazio dott. Bucceri, è stato un piacere ascoltare e dare spazio alle vostre rivendicazioni, chiaramente come redazione non prendiamo posizione, registriamo le vostre richieste e diamo ad esse risalto per dovere di dare informazioni utili agli italiani all’estero. Le cedo la parola per un ultimo invito ai nostri lettori, come vorrebbe concludere?

Ricordiamo ai lettori che è in corso la terza ed ultima adesione per il ricorso PENSIONE DEFISCALIZZATA per ex-Inpdap. Riferimenti: pensionatiunitiestero@gmail.com

Informazioni ricorso: ricorsoexinpdap@gmail.com

 La ringrazio della sua pazienza e del tempo che ci ha concesso. Buonas tardes.