Antonio | 20/01/2017

david-garcia Questa è la storia di una famiglia allargata, una famiglia non tradizionale, tuttavia una famiglia. Risulta difficile parlare di argomenti in cui sono in gioco molti sentimenti perché occorre sempre essere neutrali, nel momento che si decide di informare, e attenti a tutte le sfaccettature di una situazione complessa.

Due mille-euristi di Telde, bella cittadina laboriosa poco all’interno rispetto alla costa orientale di Gran Canaria, si conoscono nel lontano 2008, uno è un parrucchiere di 33 anni e si chiama David, l’altro è un meccanico e si chiama Javier, del primo poco più giovane. Fu un amore a prima vista, tant’è che nel 2009 decidono di sposarsi e andare a vivere insieme come tutte le coppie. Ma qualcosa mancava a entrambi, un figlio, tant’è che decidono inizialmente di rivolgersi al mondo delle adozioni, ma siccome i tempi si protraevano all’infinito, decisero di mettere da parte i soldi, rinunciare a ogni lusso o desiderio materiale, arrivando persino a chiedere un mutuo di poco meno di 50 mila euro, per vedere realizzato il loro sogno di diventare genitori attraverso la maternità surrogata. Come fa notare David, intervistato da Canarias7, c’è tanta gente che fa debiti per comprarsi auto potenti e di lusso e magari le distrugge alla prima curva per imprudenza, loro hanno preferito fare un debito per un qualcosa di più importante, realizzare un sogno di paternità, sicuramente un mutuo fa sempre paura, confessa lo stilista, tuttavia se c’è la salute non bisogna spaventarsi. Credo che la riflessione possa essere condivisa e contenga una fiducia di fondo che alcuni in Italia hanno perso o per una subdola propensione in un materialismo o semplicemente per pigrizia.

Così nel 2012 incominciarono a informarsi di dove si poteva trovare una clinica che offrisse la maternità surrogata,  la scelta fu difficile, ammettono i due uomini, perché si valutava di scegliere la clinica in basa alla affidabilità di un centro con i pochi dati che si trovavano in internet. La scelta cadde su una clinica di Fresno (California, Stati Uniti) che proponeva come soluzione una donna in salute, benestante in quanto medico in ospedale, già sposata e madre di figli, che però sceglieva liberamente di prestare il proprio utero per realizzare il sogno di una coppia (etero o gay) che volesse avere figli. I soldi chiesti servivano dunque per rispondere alle spese dell’ospedale, del periodo di gestazione e del parto.

La coppia canaria arrivò in America nel lontano 2014, qui decisero di donare entrambi il proprio seme e chiesero di non sapere quale avesse eventualmente fecondato l’ovulo di un’altra donna, donatrice anonima, che sarebbe poi stato inserito nell’utero della prima donna.

Il 9 luglio 2014 nacque una bella e sana bambina che da quel giorno vive a Gran Canaria. David racconta che i due uomini da allora si sentono tutte le settimane con la madre che vive in America. Il problema nacque quando il matrimonio gay chiese l’assegno di maternità, la domanda venne rifiutata dalle istituzioni spagnole, oggi una sentenza del tribunale dà ragione ai due uomini.

Fonte e foto: Canarias7