Antonio| 15/01/2016

img-20170109-wa0002L’anno trascorso è stato un anno di record per quanto riguarda il settore turistico dell’arcipelago, già vi abbiamo parlato dei dati positivi riguardo all’isola di Gran Canaria (dove si assiste alla maggiore crescita), ma anche per le altre isole i dati sono estremamente positivi. A sottolineare gli incredibili risultati è il ministro del Turismo(ministra proprio non mi piace, non me ne vogliano le signore) del Gobierno de Canarias, Mariate Lorenzo che con tono pacato illustra dati che hanno dell’eccezionale e dicono di uno sforzo incredibile di tutto il settore: il 2016 si è chiuso con quasi 15 milioni di turisti (1,6 milioni in più rispetto al 2015 e con una crescita di circa 11%), l’intero comparto ha fatturato 16.500 milioni di euro, il 15% in più rispetto al 2015.
Il ministro ha confermato la presenza anche quest’anno al Fitur (una delle maggiori fiere per il turismo n.d.r.) e ha voluto ricordare che gli ottimi risultati in termini di macroeconomia hanno avuto un risvolto anche in termini occupazionali: la Seguridad Social (un misto tra il nostro INPS e il nostro INAIL)  ha registrato una crescita dell’occupazione di oltre 12.542 unità rispetto all’anno precedente, assestandosi così a una crescita annua del 9,5% a novembre contro una media del 5,6% degli altri settori economici e un 3,1% del resto della Spagna. Vorrei però ricordare che negli anni precedenti qui la crisi ha colpito duramente, quindi, secondo alcuni, questi dati, per quanto positivi, non rappresentano ancora una piena uscita da una crisi che attanaglia il ceto medio e le famiglie canarie.

Il ministro evidenzia che i segnali positivi vengono anche dal fatto che ci si dovrebbe assestare attorno a un incremento del 10% per quanto riguarda i turisti spagnoli, segnale che l’intero paese ormai è uscito dalla crisi e incomincia a spendere per le vacanze; effettivamente l’aumento di turisti provenienti dalla penisola può rappresentare la riprova di un recupero della capacità economica delle famiglie spagnole. A conferma di questa ripresa della domanda c’è da registrare, da aprile 2016 al marzo 2017, l’aggiunta di undici nuove rotte aeree verso l’Europa, annualmente son ben 383 voli in più.

Il ministro ha voluto comunque ricordare che il Gobierno de Canarias, ben soddisfatto dei risultati, sta comunque investendo parte del budget per politiche promozionali delle isole: verrà potenziata la presenza al Fitur per illustrare l’offerta turistica delle singole isole e verranno incontrati vari tour operator e compagnie aeree per progettare nuove politiche tese all’incremento dell’afflusso di turisti. Il ministro ha ricordato che si intende puntare sulla valorizzazione dell’ampia e diversificata offerta turistica dell’arcipelago. Potremmo interpretare queste parole, affermando che il ministro e l’intero governo dell’arcipelago vuole puntare su una nuova forma di turismo che non sia più solamente finalizzato a una logica di “Sun&Fun”, ma un turismo che sia guidato nel conoscere l’identità delle Canarie: la gastronomia, la natura, la cultura e il patrimonio archeologico; forse per questa ragione nello stand presente al Fitur (finanziato per l’85% dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) oltre al messaggio tradizione per gli amanti del mare, vi è anche spazio per gli escursionisti, i praticanti di sport collegati con il vento e le onde  (windsurf, kite-surf, etc.), gli sport d’avventura o per i giocatori di golf, i curiosi per la cultura e le tradizioni gastronomiche.

Lo sforzo del Gobierno de Canarias è notevole e dimostra che nonostante gli eccellenti risultati conseguiti, si sta ricercando nuove occasioni per raggiungere sempre nuovi segmenti del mercato.

Fonte: eldia.es