Antonio| 08/01/2017

 

Il giorno del 6 gennaio, in Spagna, è per eccellenza il giorno de Los Reyes Magos, “la befana?” – chiederete voi – Meglio parlare di Epifania ossia la manifestazione della divinità del Signore e voglio parlarvene perché a mio avviso ci sono alcune differenze fondamentali che si riflettono sul modo di sentire questa festa che in Spagna acquisisce un fortissimo valore sociale e aggiungerei popolare, religioso e consumistico.

reyes-1Innanzitutto la befana è una figura che nulla ha a che fare con l’epifania, risente molto di miti pagani, ormai in Italia è diventata una festa minore, con piccoli regali ai bambini, qui in Spagna invece i Re Magi, usciti dagli impolverati libri di teologia, viaggiano sui cammelli o in elicottero e atterrano nelle piazze piene di giovani e adulti di ogni età che, naso all’insù, sognano magari di scartare quel regalo che si sono comprati da soli. La festa però ha anche lunghi preparativi, in vari punti della città vi sono le buchette per inviare ai Re Magi le letterine dei più piccoli con le proprie richieste, un momento per stare in famiglia e scrivere insieme ai propri genitori un pensiero a questi personaggi venuti da lontano, sia nello spazio che nel tempo.

Ma quello che colpisce, per la Spagna non è tuttavia una novità, basti pensare alle sentitissime, coloratissime, partecipate cerimonie per la Semana Santa (la settimana di Pasqua, attenzione a proposito che pascua in spagnolo è proprio una delle più importanti piante delle vacanze natalizie: la stella di natale che cresce rigogliosa sino a diventare un vero e proprio alto arbusto se non alberello sulle colline canarie), è che in questa  monarchia che è la Spagna, questa festa riesce ancora a smuovere milioni di persone, portarle in piazza, per festeggiare assieme e ballare sino a tarda notte; ma chi sono i Re Magi? Sono tre re, appunto, Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, esperti di astronomia e sacerdoti zoroastriani che, secondo il Vangelo di Matteo (2,1-12) seguendo un astro (la stella cometa) giunsero da Oriente (forse la Persia) a Gerusalemme per adorare il bambino Gesù, Re dei Giudei che era nato.

reyes 2.jpgI Re Magi rappresentano gli uomini di buona volontà, generosi, sensibili alle arti e desiderosi di conoscere, nati prima di Cristo, prima della Verità rivelata, che non antepongono come Erode i propri interessi e paure, ma che accolgono il bambino e lo adorano con quello che di più prezioso hanno: oro, incenso e mirra.

Ecco che la giornata de los Reyes Magos è la giornata dei più piccoli, ma anche dei più grandi, tant’è che un caro amico canario, ormai pensionato, per esempio si è regalato una bellissima canna da pesca! Questo momento diventa il giorno in cui riconoscere quella dignità che ogni uomo e ogni donna hanno in quanto figli di Dio. Il tutto ha un risvolto consumistico? Sì, certo, ma a mio avviso il significato di condivisione, di attenzione a chi amiamo, di festa popolare, hanno in ultima analisi la meglio su un aspetto meramente economico e che non viene giustamente eccessivamente demonizzato in Spagna. Sembra che gli echi della Controriforma con le sue condanne soffocanti, che tanto sortiscono effetto in Italia, qui in Spagna arrivano sì, ma come da un paese lontano, forse non solo geograficamente.

Del modo di celebrare degli spagnoli questa festa, mi ha colpito dunque che è una festa popolare, di tutti, indipendentemente dall’età e che affonda le radici nella più fedele tradizione cattolica e nell’immaginario cristiano, riuscendo a rendere vivo e presente, ciò che in Italia è ormai sbiadito, se non relegato nei libri impolverati e nelle noiose messe. Il tutto a sostegno dell’economia che sembra riprendere in queste zone a livelli sostenuti.

befanaGià, ma cosa succede in Italia? In Italia imperversa la Befana, una vecchia signora che porta sì regali, ma anche carbone, ecco che già si inserisce un poco di quella severità della Controriforma, a chi non è stato bravo e buono, infatti i bambini che durante l’anno si sono comportati bene riceveranno dolci, caramelle, frutta secca o piccoli giochi, quelli che invece si sono comportati male troveranno le calze riempite con del carbone, insomma c’è poco da stare tranquilli e da festeggiare! Ma la signora Befana a chi deve il suo nome? Befana è la volgarizzazione della parola Epifania (dal greco ἐπιφάνεια, epifáneia) che diventata bifanìa e poi befanìa. Secondo la tradizione si tratta di una donna molto anziana e di brutto aspetto che vola su una scopa nella notte tra 5 e 6 gennaio.

La festa è diventata per molti italiani una delle tante ricorrenze in cui fare regali ai piccini, regali che si comprano di fretta e furia nei supermercati e vengono dati nel chiuso delle proprie case, lontano da una partecipazione popolare e di una gioia condivisa anche con quell’estreneo che la sorte ha voluto accanto a noi. Una festa sbiadita, lontana dalla migliore tradizione iconoclastica, vissuta in chiave moderna, ripiegata su se stessa in modo individualistico e privato.

Sembra che questo prendere figure dell’antico mondo pagano, vissute con uno spirito di paura per il moderno, porti con sé una maledizione che in Italia fa sentire i suoi effetti a livello culturale, sociale e dunque economico.

Ma da dove viene la Befana? Il suo viaggio, sulla sua scopa lisa, è stato lungo! Infatti, come spesso accade nelle festività religiose, vengono riprese date e immagini del mondo pagano; esistono un insieme di riti propiziatori pagani sin dal X-VI secolo a.C. e collegati ai cicli stagionali dell’agricoltura, in cui il raccolto dell’anno trascorso deve “andarsene” dopo essere stato seminato per rinascere come raccolto dell’anno nuovo (ecco i regali). Gli antichi Romani ereditarono questi antichi riti pagani e li inserirono nel loro calendario per celebrare l’interregno temporale tra la fine dell’anno solare (fondamentalmente il solstizio invernale) e la ricorrenza del Sol Invictus, con cui si celebrava la morte e la rinascita della natura attraverso Madre Natura. I Romani credevano che durante questo periodo delle figure femminili volassero sui campi coltivati, per propiziare la fertilità dei futuri raccolti. Altro momento importante fu il 6 gennaio 1928 in cui il regime fascista utilizzò la figura della befana per distribuire regali e doni ai bambini delle classi meno abbienti.

reyes-3Se siete quindi in procinto di progettare un viaggio in Spagna sotto le prossime vacanze natalizie, pensate di regalare ai vostri figli (e anche a voi) un’esperienza fantastica come la possibilità di partecipare alla festa de Los Reyes Magos, una festa col sorriso, allega, senza muri, in cui arrivano i Re Magi dall’estremo oriente per ricordarci che in ogni donna e in ogni uomo, senza differenza di età, c’è una luce divina in quanto figli di quel Dio fattosi uomo.

A voi tutti un felice, sereno e allegro Anno Nuovo.

 

 

 

 

Foto: grancanaria.tv, laprovincia.es ;