Antonio| 25/06/2016

Ho trovato un interessante articolo che spiega la complessità della faccenda della Brexit, forse non sarò un rappresentante della democrazia, ma credo che non si possano a mettere ai voti decisioni su temi come l’economia, i trattati internazionali, i diritti civili e le decisioni importanti e specifiche a un settore. Domanda: mettereste ai voti la decisione di un dentista? o mettereste ai voti il progetto di un intervento di un ingegnere su una casa? di un idraulico sull’impianto idraulico? Chiaramente no, semplicemente perché chi deve decidere deve avere una tale massa di conoscenze che non è una decisione che possono prendere gli ignoranti, nel senso etimologico di ignorare. Se il medici vi ordina un antibiotico, mettete la decisione a votazione tra tutti i pazienti dello studio? o vi affidate alle cure?

Mi si dirà che smonto la democrazia, no dico che la libertà deve anche tenere in considerazione i dati di fatto. Qualcuno pensa che si possa correre all’impazzata nelle autostrade o accettate i controlli di polizia e carabinieri?

Ora veniamo al crollo delle borse di ieri, a tirare giù la borsa italiana sono stati i bancari soprattutto, perché se le banche sono capitalizzate, tuttavia hanno bilanci che non tengono conto di alcuni crediti difficilmente esigibili. A tutto si sommi un debito dello stato italiano in parte in mano delle stesse banche, in mano del piccolo risparmio nazionale e di alcune banche straniere. La situazione è poco piacevole. Ma perché è andata giù anche la borsa spagnola?

Secondo l’articolo che ho letto ad essere in gioco non è solo il settore turistico, ma lo stesso settore imprenditoriale spagnolo. Innanzitutto parliamo del settore turistico, con la svalutazione della sterlina i turisti inglesi vedrebbero una maggiore difficoltà nel loro potere d’acquisto di vacanze e di spese all’estero, finirebbero nel migliore dei casi per essere come incarcerati nel loro medesimo stato.

Per questa iniziale ragione si può giustificare la caduta dell’IBEX (l’indice della borsa spagnola) del 12.35% mentre l’indice MIB (l’indice della borsa italiana) del 12.50%. Si sono registrate cadute mai viste nella storia della borsa. Per assurdo la borsa inglese è rsultata meno castigata da questa ondata di vendite. Come mai? Le spiegazioni sono molteplici, le maggiori: la svalutazione della sterlina rende le merci in esportazioni competitive e la banca del U.K. ha sorretto le azioni inglesi. Per quanto tempo potrà continuare a farlo?

Mariano Rajoy, l’attuale primo ministro del PP, rassicura che la Spagna sta vedendo un periodo di crescita economica e di creazione di posti di lavoro, un certo equilibro dei conti con l’estero, un sistema finanziario più stabile di quello passato. Insomma un messaggio di calma e tranquillità. Vediamo i mercati cosa ne pensano. Tutto a posto? veniamo ai problemi: il Regno Unito è il secondo paese per investimenti dell’imprenditoria spagnola, dati del Ministero dell’Economia, cosa possa capitare a questo punto nessuno lo sa, anzi l’incertezza delle reazioni dei consumatori inglesi sembra spaventare per ora i mercati.

A parte la prima reazione della borsa inglese, sembra la vita degli inglesi a rischio, tralasciando il rischio di conflitti sociali, fare uscire una nazione con un 51% è sicuramente rischioso, potrebbero essere a rischio i sussidi dello stato, il PIL inglese. La situazione porterebbe a una fuga degli imprenditori spagnolo dal Regno Unito, ma a quali costi nessuno lo sa. A questo punto mi sorge una domanda: perché costoro non hanno investito nella propria nazione? In Spagna? la cosa triste che sotto le macerie ci rimarrebbero capitali, imprenditori, ma anche un popolo.

Se la Spagna può pensare al “mal comune, mezzo gaudio” pensando alla borsa, tuttavia non può gioire per lo spread (il differenziale con i bot tedeschi) schizzato a 180 contro i 160 dell’Italia.

Un eventuale crollo del Regno Unito come partner commerciale, oltre a colpire le esportazioni di cibo di qualità italiano, andrebbe a colpire anche la Spagna, in quanto è il terzo paese, dopo a USA e Italia per investimenti inglesi.

Veniamo ora nello specifico, analizzando quali sono le grandi compagnie spagnole che hanno forti interessi negli stati uniti: la banca Santander, la compagnia Telefónica,  Sabadell o Ferrovial. La banca SANTANDER: per la banca il Regno Unito è il primo mercato e nell’ultimo periodo porto a un attivo del banco, ora a rischio.Ecco spiegato il motivo per cui la banca ha perso ieri 13.000 milioni di valore nella borsa. TELEFÓNICA: gli interessi del gruppo nel Regno Unito apportano più del 10% del valore del gruppo. Semplificando sarebbe come se una impresa perdesse un cliente che apporta il 13% del suo fatturatoIn una situazione simile, ma peggiore come entità, si trova la compagnia elettrica IBERDROLA. Mentre FERROVIAL è il principale azionista dell’aeroporto di Heathrow. Altri crolli in borsa? La Banca SABADELL, Iberia.

C’è una speranza: che la situazione dell’economia inglese sia meno tragica o comunque non sia troppo castigata dall’UE che ora si trova in una empasse: mantenere un atteggiamento giustamente rigido con il Regno Unito o evitare una ulteriore crisi per altri paesi della UE già in difficoltà?

Ecco spiegato l’atteggiamento prudente delle istituzioni della comunità europea, certo che il Regno Unito è sempre meno un paese affascinante, appare un paese che ha stravolto il sogno europeo, per piccoli calcoli economici e localistici, un paese triste (per il suo clima) e ora anche isolato dal resto del mondo.

Mai come ora, il paese che ci ospita, ha bisogno del nostro apporto, è il momento di unirci e lavorare come cittadini europei tra Italia e Spagna per superare questo momento.

Fonte: Economia digital