El Gofio Dulce| 11/06/2016

 

Si parla molto in Italia dell’importanza o della inutilità dell’Europa, ma se chi sta in patria avrà le sue ragioni per schierarsi da una parte o dall’altra, credo che noi che viviamo all’estero o che pensiamo di vivere all’estero abbiamo molte ragioni per vedere nell’Europa un forte fattore di semplificazione delle nostre esistenze.

In questi giorni per esempio l’Europa ha tolto l’obbligo alla legalizzazione dei documenti. Cosa significa? Prima, oltre che tradurre il documento, bisognava cercare qualcuno riconosciuto dallo stato di provenienza e che desse valore legale al documento, ossia ne riconoscesse la validità, solitamente erano gli uffici dei consolati o anche avvocati, giudici ed altre figure. Quindi, d’ora in poi, il documento originale avrà valore legale, si è tolto quindi un passaggio quello del riconoscimento da parte di un funzionario e a volte anche l’obbligo della traduzione, come vedremo dopo.

Veniamo ai dati, come potete direttamente leggere sul sito della Commissione Europea il giorno 9 Giugno 2016 il Parlamento europeo ha adottato un nuovo regolamento per il valore legare dei documenti nell’U.E. (Unione Europea) dei vari stati membri. Queste decisioni mirano a ridurre i costi e le formalità per i cittadini europei.

So che di questi tempi va di moda parlare male dell’Europa, sicuramente tutto è migliorabile, ma credo che nel terzo millennio si sta sempre più affermando l’importanza della creazione di grandi strutture sovranazionali tese a garantire il dialogo, la pace, il libero scambio e in prospettiva di una nuova era di cooperazione tra tutte le differenti parti del mondo. Utopico, forse, ma il progresso nasce da sogni, pensiamo a M. L. King, dai sogni nascono le grandi vittorie dell’umanità.

Attualmente, stavo dicendo, i cittadini che vivono o si spostano da un paese della UE ad un altro dovevano far legalizzare i documenti pubblici ( i certificati di nascita, di matrimonio, di morte) per farne riconoscere l’autenticità da altri paesi. D’ora in poi la legalizzazione non sarà più necessaria.

Attenzione però, riconoscerne la validità non significa riconoscerne il contenuto ed eventuali diritti derivanti, come dire che siamo sulla buona strada ma l’abbiamo appena intrapresa. Infatti gli Stati membri continueranno dunque ad applicare le norme nazionali sul riconoscimento del contenuto e degli effetti dei documenti pubblici rilasciati in un altro paese dell’Unione.

Cosa eliminerà il regolamento nuovo?

Tutta una serie di procedure burocratiche:

  • i documenti pubblici (ad esempio i certificati di nascita, di matrimonio o del casellario giudiziale) rilasciati in un paese dell’Unione dovranno essere accettati come autentici in un altro Stato membro senza necessità di legalizzazione;
  • il regolamento elimina anche l’obbligo per i cittadini di fornire in tutti i casi una copia autenticata e una traduzione asseverata dei loro documenti pubblici. I cittadini potranno anche usare un modulo standard multilingue, disponibile in tutte le lingue dell’UE, da presentare come ausilio alla traduzione allegato al documento pubblico per evitare l’obbligo di traduzione;
  • il regolamento stabilisce tutele contro le frodi: se l’autorità ricevente ha dubbi ragionevoli sull’autenticità di un documento pubblico, potrà verificarla con l’autorità di emissione nell’altro paese attraverso una piattaforma informatica esistente, il sistema di informazione del mercato interno o IMI.

GLI STATI MEMBRI HANNO DUE ANNI DI TEMPO PER AGGIORNARE TUTTE LE PROCEDURE IN APPLICAZIONE DI QUESTO REGOLAMENTO, QUINDI VI CONSIGLIO DI INFORMARVI PRIMA.

 

ALLEGATO 1. Quali documenti pubblici vengono coinvolti da questo nuovo regolamento? I documenti pubblici che certificano: -la nascita; -l’esistenza in vita (questa cosa interesserà il prossimo anno i pensionati che ricevono la pensione all’estero); – il decesso; – il nome; – il matrimonio, compresi la capacità di contrarre matrimonio e lo stato civile; – il divorzio, la separazione legale e l’annullamento del matrimonio; – le unioni registrate, compresi la capacità di contrarre un’unione registrata e lo stato di unione registrata; – lo scioglimento di un’unione registrata, la separazione legale o l’annullamento di un’unione registrata; – la filiazione; – l’adozione; – il domicilio e/o la residenza; – la nazionalità; – l’assenza di precedenti penali; – il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni amministrative e alle elezioni del Parlamento europeo;

ALLEGATO 2. Il regolamento introduce moduli standard multilingue quali ausili alla traduzione dei documenti pubblici che certificano: – la nascita; – l’esistenza in vita ;- il decesso; – il matrimonio, compresi la capacità di contrarre matrimonio e lo stato civile; – le unioni registrate, compresi la capacità di contrarre un’unione registrata e lo stato di unione registrata; – il domicilio e/o la residenza; – l’assenza di precedenti penali;

Per ulteriori informazioni Il regolamento sui documenti pubblici sarà disponibile nei prossimi giorni dopo che i colegislatori lo avranno firmato.

Scheda informativa

Sito web della DG Giustizia sui documenti pubblici